martedì 6 giugno 2017

    Lontani i tempi in cui si festeggiava indisturbati la vittoria dell'Italia di Enzo Bearzot che conquistò nel 1982 il suo terzo alloro mondiale. Ricordo che a quei tempi, tutti noi correvamo in macchia, a fine partita, senza problemi per le strade delle nostre città raggiungendo le principali piazze, Chi strombazzando, Chi sbandierando la nostra, benamata, bandiera tricolore, ma certamente senza l'incubo di musulmani, jihadisti... o notizie sull'emergenza di migranti, che ancora nessuno conosceva, ma che ci avrebbero inesorabilmente raggiunti anni dopo, terrorizzandoci con le loro stragi senza fine… in nome di Allah! Alla faccia di un sogno impossibile chiamato: integrazione. 😱

    (Articolo del quotidiano Libero di ieri, 5 Giugno 2017)

1 commento:

Ombretta Mora ha detto...

Io non commento il titolo in prima pagina. L’urlo lanciato nella folla: "Un attentato!". E la psicosi di massa. E neppure il caso, troppo discusso, delle bottiglie di birra vendute a frodo sabato sera, in Piazza San Carlo a Torino. E nemmeno i sospetti sul ragazzo a torso nudo e con lo zaino… per dieci ore interrogato in Questura insieme all'amico. Ma neppure i pareri di un'anziana infermiera: "Era come in guerra". Io faccio solo appello al buon senso. Perché non si dovrebbe lontanamente pensare di poter portare un bimbo di sette anni ad assistere alla finale di Champions League da un maxischermo. Neppure se è il più giovane tifoso della Juventus… O generare il caos più impensabile, per travolgere in mezzo alla delirio...anche una ragazza di vent'anni, ora ricoverata in ospedale, per lo schiacciamento del torace e in gravi condizioni, come quelle del bimbo, sopraccitato, ricoverato per trauma cranico e toracico.