giovedì 27 ottobre 2016

    Sono silenziosa, ma ci sono. Mi cerco, ma non so come fare a trovarmi. E forse è proprio perché neanche riesco ad ammettere che non mi impegno nemmeno un po', per guardarmi dentro, che mi fa paura scoprire cosa a volte provo davvero... E' che non riesco più a spendere del tempo solo per me e le mie sensazioni, le cose a cui sto attenta e con le quali convivo ogni giorno. Mi piacerebbe, ma a volte sento che non avrei la forza per buttare tutto fuori. Che costa fatica più di pr...ima scrivere e anche se le cose su cui farlo ci sarebbero eccome, metterle insieme è diventato più complicato e meno naturale... O forse non è neanche poi tanto difficile, ma scriverei in modo così diretto che neanche mi riconoscerei. Che forse mi manca il coraggio per cambiare modo di scrivere e per cambiare un po' anche quella che sono io, attualmente. Mi sento diversa e insicura, almeno un pochino. Anche se la mia voce trema meno quando parlo a Dio di Lui... con un residuo di pudore e riservatezza che emergono dal profondo inconscio... Tuttavia neanche mi riconosco, se vengo fuori, da questo dialogo a due, troppo spavalda. Ho sempre detto di odiare Chi non si mostra fragile e bisognoso di carezze, quando serve... Ma forse ora sono io a non mostrarmi così, quasi mai. E non è per orgoglio... Magari per paura di chiedere qualcosa che, in realtà, non si chiede, ma si dovrebbe, piuttosto, solo ricevere. Ossia, non so se si "dovrebbe"... eppure io la vorrei tanto da Lui un po' di spinta per farmi rappacificare, senza sfinimenti. E che qualcuno mi rassicuri e non sminuisca le mie ansie anche quando sono assurdamente stupide e grandi...

    (Dedicato ♥)






    Mamma mia quanto ero giovane!! E già la canticchiavo sottovoce... anche per quelle parole così forti da intimorirmi, ma emozionarmi sempre più... Cosa ne penso, oggi? Penso che quelle di Tozzi siano canzoni meravigliose, che fanno ormai parte della storia della musica Pop italiana e rievocano, senza dubbio, un arco della mia vita che mai ho dimenticato... e dimenticherò. E in un'ipotetica analisi attenta ed accurata di ciò che le mie orecchie stanno udendo, mi esprimerei scrivendo che sono canzoni d'amore che esaltano l'unicità ed essenzialità della donna e della sua presenza. Adatti a Chi ama ancora con sincerità la scelta fatta per la vita. Sapendo pure che la vita è fatta di scelte... e ad ogni scelta la sua conseguenza.


    La pulizia lampo, del murale di Pallotta, si poteva (e doveva) evitare. Ed è stato un vero peccato aver permesso che un netturbino di turno operasse la sua cancellazione con uno spruzzo d'acqua. In una città dove nessun muro è mai stato risparmiato da graffiti, davvero meno artistici, ma che rimangono immortalati quasi "senza tempo" a ricordare, ad ognuno che li guarda, forse, Chi siamo davvero… Così come i cassonetti strapieni, l'incuria nei monumenti e le perenne buche nel...le strade, per mancanza di sanpietrini. Roma, a mio avviso, assomiglia sempre più ad una città senza speranza. Manco i disegni improvvisati sui muri possono essere riconosciuti nella loro integrale bellezza di tratto, ma anche di significato, perché neppure il segno di tris personalissimo del Papa, ovviamente quello della Pace, non è stato compreso. E intanto all'Edicola Fiore qualcuno ha detto pure che non è stata opera dei vigili antidegrado del Comune di Roma, ma... addirittura del Vaticano!? Perché proprio di "decoro urbano" si è trattato. Una giustificazione che nella Capitale fa davvero sorridere, o forse più arrabbiare. Dal momento che di sorprese piacevoli, ne succedono davvero poche in questa Italia sgangherata e riempirsi gli occhi di arte e bellezza poteva essere davvero un buon motivo per sorridere serenamente. E invece… Puff… il sorriso è rimasto sospeso a mezz'aria, cancellato da una rigida, quanto incomprensibile, burocrazia urbana volta a ferirci ancora un altro po'… Gratuitamente.

    "Siamo stati vittima della solita menzogna pubblicitaria". Non mi resta che pensare, a questo punto della faccenda. Quando è uscito il primo numero de: "La Verità", quotidiano indipendente, diretto da Belpietro, poco meno di un mese fa'... sembrava ci fossero tutte le migliori intenzioni per distribuirne copie a sufficienza anche il Lunedì mattina. Invece... giovedì scorso il mio giornalaio di fiducia mi conferma che il giornale: "Al Lunedì non c'è, perché non lavorano come i... parrucchieri". Che sarà pure stata una risposta semplicistica, a problemi complessi, ma non, per questo, da sottovalutare. E sul solito treno che mi portava in Corte... quel giorno non ho potuto fare a meno di notare l'articolo propagandistico escogitato che esponeva a grandi lettere il disagio purtroppo già sentito dagli addetti ai lavori. E la motivazione mi è apparsa subito chiara... Dal momento che avranno dovuto applicare il contratto dei giornalisti per quanto concerne il Lunedì (che poi è la Domenica: giorno festivo. In cui il lavoro retribuito ha delle maggiorazioni in più, rispetto a quello eseguito nei giorni feriali) e avendo fatto i loro esperimenti di vendita copie, si sono resi conto rapidamente che non ci stavano dentro con i costi...

    Non mi occorre un "Pusher" che spinge a promuovere la mia scrittura per farla conoscere a più persone. Non capisco questo genere di spiritosaggine... forse anche perchè, non sono propensa all'umorismo, se scrivo. E lo faccio senza secondi fini, perché la gente che mi vuole leggere non deve pendere dalle mie labbra come un filo di bava. Io se ho un pensiero lo esprimo in libertà ad ogni ora del giorno e della notte, argomentandolo con educazione, ma non ho una missione, non voglio catechizzare nessuno con le mie idee... Queste droghe per giunta non mi appartengo. L'hashish è degli indiani. La marijuana è Jamaicana, non viene dal più infimo pusher della periferia di Milano. Sono figlia delle droghe leggere, questo è vero, dell'amore libero e della grande rivoluzione sessuale. E il periodo di quella mia infanzia, non è stato solo soffocato, è stato inglobato, che è pure peggio… Non faccio moralismi, io non insegno alla gente come vivere. Mi piace essere chiara in ogni situazione. Scrivo la mia, breve o lunga che sia, in un mondo virtuale che forse è già diventato la mia nuova droga del terzo millennio, senza accorgermene nemmeno.


    (Dedicato a me. Alle mie risposte di permalosità. Sparate a casaccio un po' ovunque, per questo… Alla mia paura costante di non essere apprezzata. Un'occhiata allo specchio conferma le mie ipotesi peggiori. Mi vedo esattamente per come mi sento: una schifezza. Ed è sufficiente che un mio comportamento sia considerato in modo non positivo per offendere qualunque persona mi circoli intorno, ferendola nel profondo. Il bisogno che provo, infatti, è quello di un'accettazione totale della mia condotta, in assenza della quale… rischia di venire alla luce l'estremo senso di fragilità che mina la sicurezza interna del mio essere permalosa).

    Mi piace l'analisi delle cose. Non è vero che toglie la curiosità di immaginare quello che non si conosce, come afferma mia sorella. Non so spiegarmene il motivo, ma spesso mi ritrovo così affascinata, che della scorza non mi importa, l'esterno è solo colore che prima o poi sfuma. Vado in profondità, mi immergo di metri per saperne di più con quest'idea che "sapere" significhi (anche) "apprezzare". E nel dubbio mi domando, chissà se mai capirò quali ingranaggi dell'anima mi s...muovono dentro, se mai davvero capiró come sono fatta? Prima di ora, non ci avevo mai pensato all'associazione: "Sapere = Apprezzamento...". Sebbene solo quando m' "immergo" nelle cose posso coglierne l'essenza fino in fondo. E' così rischioso, tuttavia... E se poi più m'immergo, più mi perdo? A volte allontanarmi troppo dalla superficie mi fa perdere la cognizione di me stessa, o meglio, di quelle come me che in superficie, paradossalmente, si sentono mancare l'aria. Ma forse, posso anche perdermi... Ed è vero. E magari rimanere a galla mi saprebbe mantenere incolume. Ma mi piace pensare che solo immergendomi posso scoprire i coralli. Senza dimenticare che stando a galla scopro tempeste e mare mosso, mentre in profondità regna la quiete sempre. Penso che andando in profondità e sapendo(mi) conoscere, niente potrà più scalfirmi.

Questa notte sono rientrata alle 2.30 a casa e non sono più riuscita a prendere sonno. Non c'era più il mio cane, Ulderico, ancora sveglio nel soggiorno ad aspettarmi. Così, mi sono ritornati in mente i suoi occhi marroni, che guardavo per ore durante il mio, seppur limitato, tempo libero… Ed ora mi sento piena di tenerezza, ma allo stesso tempo sono pervasa dalla nostalgia per quella che ero, fino a qualche mese fa, così piena, così al centro di ogni più piccolo avvenimento che per fortuna o per disgrazia mi ritrovavo a vivere. Di sera, in quel periodo, quando mi rimettevo a pensare, nella penombra del mio Studio, senza il fastidio di nessuno, finalmente potendo rimanere da sola… tiravo un sospiro di sollievo a quel mondo che mi affaticava in una maniera tutta particolare: ogni sguardo mi toglieva energia, ogni frase che non fosse corredata da un sorriso finale… mi faceva scoppiare dei mal di testa insopportabili. Con quei miei capelli assurdi… troppo piatti, senza forma, tanto da credere che nessuno volesse mai parlare con me per colpa loro. Quando non sapevo cosa fare odiavo me stessa e odiarsi richiede un sacco di forze. Quando arrivava l'ora di andare a dormire ritornavo a scrivere, come se niente fosse, lasciando che le parole mi raggiungessero, sicura di non sentire alcun male. Tanto tempo fa credevo ancora al destino. Lasciavo che i miei pensieri mi parlassero. Tenevo quelle frasi molto al sicuro… volevo che i loro suoni mi cullassero. Volevo piangere. Piangere era il mio modo di riposarmi. A ricordarmi adesso, sempre più immobile e indistinta, con quel senso di immobilità che me lo sentivo come piombo in fondo all'anima, come un peso così intollerabile, così magra e spigolosa, così sola, senza arte né parte, così confusa e devastata da cosine talmente piccine che adesso mi farebbero sorridere, non so che cosa provo. Un po' mi manco. Ora, di sera, non m'addormento più, come da ragazzina... E un po' non mi sopporto. Cosa mi sarebbe costato chiedere un abbraccio a mio padre, quando ancora era in vita? Del resto… avevo solo bisogno di sentirmi dire: "Ce la farai". Anche se pronunciata con la migliore delle intenzioni. Sa di congedo. La mia mente la traduce, oggi, nel seguente modo: "Da questo momento sei sola". E fa scattare un conto alla rovescia che ad ogni rintocco mi ripete scanditamente: "Potresti essere una potenziale delusione... Potresti essere una potenziale delusione…".Sì, ce la farò. Probabilmente è vero. Di sicuro lui non mi avrebbe negato la speranza. Ma, dopotutto, non ho bisogno di farcela sempre. A volte ho solo bisogno di avere la possibilità di non farcela. Chi ha scelto di amarmi non dovrebbe mai dire: "Ce la farai". Dovrebbe semplicemente sussurrare: "Comunque vada, io ci sarò". Perché: "Ce la farai" è una frase pessima. Non so dove sia adesso quella ragazzina. Certe volte, penso che sia cresciuta con i suoi limiti, ma quando provo a superarli e le cose tornano a girare per il verso giusto, credo sia ancora con me. Altre volte, quando prendo il treno che mi porta in Corte d'Appello o in qualche Cancelleria lontana e le persone mi sembrano tutte uguali, tutte grigie e stanche, credo di aver perso quella parte di me, così giovane e spontanea. In ogni caso, non si sa come, penso di avercela fatta a mantenermi come sono: inarrivabile.


(Dedicato a me... A quei dialoghi intimi che avvio con me stessa, senza doverli programmare o inscenare. Senza essere innaturale, insomma... Certe incertezze devono trovare la loro strada, senza intromissioni).

martedì 18 ottobre 2016

    Talvolta ho la sensazione che Lui abbia avuto il potere di cambiarmi... Per sempre? [...] E' una domanda alla quale fatico ancora a trovare una risposta sperando che mi escano parole forti, parole migliori di uno scontato: "No!" Ma il fatto è che non lo so, se sia per sempre... Io penso che il tempo sappia ricucire ferite: ma il tempo mio non è il tempo Suo e quando a me bastano tre, o anche cinque mesi, magari a Lui serviva solo un po' più di "leggerezza" da parte mia, che è... mancata... un po' meno "sorveglianza" e così facendo avremmo evitato in tanti... inutili casini. E non è affatto una questione di amare di più o di meno, di amore più vero o meno vero: non di piatti di bilancia si tratta. Semplicemente, trovo che il corso della vita saprà distendere gli animi, alla fine... saprà riempirmi attraverso altre strade. Magari attraverso altri uomini, magari attraverso nuovi interessi o nuove canzoni che passano alla radio e per le quali esclamo stupita: "Parla di me!" E se è destino... sopravviverò come fosse un tacito accordo, non scritto, come se mantenere le cose irrisolte e a mezz'aria le rendesse più facili da gestire, meno gravose e gravi, senza però mai dimenticare quello che è stato... convincermi che andrà tutto bene, ma con questo pensiero fisso di non sapere come sarebbero andate le cose se [...]. Io spero che il futuro prossimo srotoli e allenti matasse di filo e che presto accada qualcosa che, prima o poi, ci faccia riavvicinare. E riguardarmi indietro con attenzione, diligenza o con intensità, significa accarezzare l'Ombra che è rimasta lì... immobile e indistinta credendo, fino all'ultimo, alle parole che gli scriveva..... come fossero lampi di luce.

    (Dedicato ♥)
    Il mio Ulde … è fatto cosi! Non vorrebbe cambiare, ma farlo gli è necessario. Non vorrebbe smettere, non adesso, non ancora... Sicuramente, non sono io la sua colpa… Io che non ho mai avuto niente e allora non so come ci si prende cura di qualcosa. Vado e vengo, durante il giorno… Vado, soprattutto, quando vorrei "restare". Me ne vado da quei luoghi in cui mi sono sentita quasi felice, perché "quasi felice" è peggio di triste… E tutto questo, secondo il mio modestissimo parer...e. Poi, però... succede che ritorno sempre, come ieri che l'ho portato fuori magari anche troppe volte… Sebbene per un cane il "troppo" non è mai abbastanza… E vedere gli innumerevoli sbagli, che ancora commento dopo tutto questo tempo trascorso a credere di avergli insegnato qualcosa… mi fa mancare "tutto". Fortuna poi che davanti al mio cane posso piangere in santa pace. Non è mica così scontato poterlo fare, se ci penso… Tutto quello che potrebbe rendermi migliore finisce per farmi a pezzi e ogni pezzo di me ha paura di qualcosa, desidera qualcos'altro, non sa giocare, ma vorrebbe farlo. Mi avevano detto che verso i tre anni sarebbe diventato un altro animale, più calmo… meno rabbioso, più felice… E invece lui, è sempre "Lui". Io, sempre "Io", solo con un po' meno pazienza di prima… Vorrei scrivere, scrivere del mio cagnone, a pois, di me, di quanto è cambiato, passando attraverso le mani di un nuovo veterinario, che mi ha dimostrato, in pochissimo tempo, di saperci davvero fare con i suoi amici a quattro zampe, scrivere di Lui, del suo operato, di quello che ancora non so. Ecco. Vorrei ringraziarlo... Ma scriverlo qui, pubblicamente, non è mai abbastanza. E non lo scrivo, perché "Così, si dice, perché lo dicono tutti quelli che lo hanno incontrato sul loro cammino", ma ho vissuto abbastanza da sapere che non importa ciò che ho dovuto passare in questi anni, perché tanto la soluzione a molti problemi, nostri, di famiglia, è vicina… quasi, inevitabile.

    (Dedicato al dott. Verre)

venerdì 30 settembre 2016

    Oggi "penso" ergo... BOOM !! A Chi volesse ugualmente avvicinarsi a me, senza che venga richiamato da un impegno urgente, nonostante io abbia abbassato la saracinesca, in evidente stato di... isolamento, rispondo che vorrei essere lasciata in pace, un po' tranquilla insomma, perché propriamente sono soltanto un essere umano simile a Voi... Scusate se è poco.


martedì 20 settembre 2016

"Voglio La Verità!" Ho esclamato stamattina al giornalaio, che sconcertato mi ha guardato con sguardo interrogativo, domandandosi: "Cosa vuole, questa?" o.O "La Verità" : nuovo giornale "centro-destra" (e non si può essere liberali, se non si è "Liberi"), desiderato e voluto da Maurizio Belpietro... E aveva ragione Giampaolo Pansa quando ha scritto che ha un bel coraggio a ideare un (nuovo) quotidiano, adesso, quando ha collaborato e fondato "Libero" e "Il Giornale" con soddisfacenti tirature e incassi... Poi, non lo nascondo che ho persino comprato "Libero", pensando di poter leggere il viatico di Vittorio Feltri per il nuovo giornale fondato dal Collega, dimenticando magari, le ultime baruffe insorte fra loro... Ma nulla di fatto. Evidentemente la Redazione si è ben guardata... Lo avrà ritenuto un gesto autolesionistico.

sabato 10 settembre 2016

    Ho paura. Anzi... sono terrorizzata. Mi spaventa non avere più il coraggio di scrivere... Mi spaventa: "Avere paura". Sentire questa sensazione insita dentro di me... che mi circonda. La sento dappertutto... e non posso sfuggirvi. Sebbene, forse mi sto lasciando condizionare troppo da essa. Paura di diventare "fredda" per le troppe delusioni... Paura di fallire, la ricerca del senso della propria vita, di non approdare a nulla, equivale a "paura di non essere", non di "essere... inferiore": per questo, non la depressione, ma l'idea di non essere più riaccolta... diventa la mia compagna. Paura di non esserci più o di rimanere. "Paura" della paura. Forse solo con il rischio di tornare a scrivere, potrò tornare a sconfiggerla, ma non è semplice. Ho paura dell'altezza... degli spazi aperti. Ho paura del mio (forse, lungo) silenzio protratto, della mia presunzione... dei miei sguardi assenti, mentre vorrei urlare e intanto muoio dentro. Mi terrorizza ogni subdola forma di controllo. Ho paura di Chi non chiede spesso "scusa" e si ritorce contro, restando a "vivere" nel virtuale, perché un click è risolutivo, senza decidere di chiarirsi i problemi... insieme a me. "Lui così vuole vivere senza rogne e grattacapi" (Cit.) … E a me, che resta? La paura di Chi non piange mai … di Chi "alleggerisce" sempre tutto per evitare che la sofferenza lo possa investire … in pieno. Ho paura di non saper recuperare più … le persone a cui voglio bene, ma anche di non essere con loro quando torneranno ad aver bisogno di me. Mi spaventa perdere tempo, smettere di amare... smettere di vedere "quello", perché non piace a nessuno e piace soltanto a me, da quando un altrove profumato di viole, mi ha trapassato le narici olfattive, proiettandomi in una fase di innamoramento che mi provoca una varietà di sentimenti, a volte incontrollabili, dove il sangue non esiste e le promesse si mantengono … e dove dimenticarmi è impossibile. Ho paura di tutto, ma più che altro ho paura di me stessa, di questi pensieri sparsi che non riesco ancora a raggruppare … cercando di fare ordine, nel mio disordine. E ultimamente mi sto domandando spesso: "Cosa mi succederà, se prolungo il mio silenzio, soprattutto quando vorrei davvero scrivere, ma ne ho paura?"… Potrei morire? Spegnermi con quelle parole mai scritte? O persino "cambiare"? Mah … Ho paura sì, "Ma non posso andare avanti a stare male, il dubbio uccide" (Cit.). Adesso, lo so.


    (Dedicato a me... alle mie insistenze, ai miei stati di paura che per il 50% -e non sono pochi- formano la mia coscienza, quella, che non è in pace... perché sa che ancora non ha fatto tutto il possibile per spuntarla)

venerdì 9 settembre 2016

    Dopo la notifica di un Decreto Penale di condanna, emesso da un G.I.P. (Giudice per le Indagini Preliminari) preposto dal Tribunale, nei confronti di un malcapitato sorpreso alla guida in stato di ebbrezza è possibile formulare istanza di sospensione del procedimento de quo con messa alla prova dell'imputato e, nel qual caso la sospensione del procedimento verrà accolta dal Giudice, la persona a cui gli è stato attribuito il reato in base al suo comportamento illecito, viene ...affidata all'U.E.P.E. (Ufficio di Esecuzione Penale Esterna) per lo svolgimento di un programma di trattamento, meglio noto come: "Lavoro di Pubblica Utilità". Ebbene... ieri mattina, ho potuto appurare di persona, che gli assistenti sociali dei Comuni di residenza (ma anche di zone limitrofe) di queste persone che sono state colte in flagranza di reato e sono state perciò private della patente di guida, quindi impossibilitate a muoversi autonomamente, non hanno a disposizione per i loro conterranei nessuna elaborazione del programma per messa alla prova, né una convenzione con qualche Ente o Tribunale e quindi non possono instaurare nessun Rapporto di lavoro di Pubblica Utilità secondo le modalità che verrebbero invece stabilite dall'U.E.P.E. dinanzi la visione di un panorama differente da quello attuale. Ma ancora mi domando, a quest'ora: "E se invece fosse stato uno delle tante (forse troppe) presenze straniere a trovarsi in difficoltà, il nostro Paese si sarebbe schermato in questo modo? Credo proprio di no. Anzi, sono sicura di no. In quanto, si sarebbe prodigato, dapprima moralmente e poi materialmente, spingendosi oltre, per dimostrare, dopo tutto, quanto è "Grande" la generosità degli Italiani... E intanto, ancora una volta, qualcuno è pronto a pensare che il merito o il demerito sia da attribuire all'U.E. (Unione Europea) ...

mercoledì 31 agosto 2016

    Non è facile non avere presente quelli che trascorrevano il loro tempo a starmi vicino per ricordarmi che, anch'io: "Dovevo essere felice"... Mentre io non lo ero, non c'era verso: non lo ero. Avevo 12 anni. Ero giovane e bella, allora! Vampeggiavo d'amore per lui (anche se in gran segreto). Troppo ragazzina, in quegli anni, avevo "Tutto"...e non mi bastava niente, di quando un bacio era solo un bacio e non una promessa. Ma ero proprio giovane e bella, nel fiore della gioventù... Eppure non capivo. Gioventù e bellezza sono rivi della vita che scorrono affiancati anche se fluiscono con ritmi diversi. Perchè sentivo, in quel modo, il peso dell'esistenza? E' vero che sono legata al passato, ma non è la gioventù... ma non è la gioventù andata, né la bellezza svanita, ad angustiarmi. E' stata la pianta inaridita della mia vita ad amareggiarmi. L'albero della mia vita che non ha messo fiori, non ha dato frutti... E' questo il mio "pianto antico"...e non la sopravvenuta vecchiezza!

    (Dedicato...)

domenica 28 agosto 2016

    A volte mi piacerebbe saper disegnare. Non essere un'artista, accattivante e affascinante, una maga con i colori o cose simili… Mi piacerebbe soltanto saper fare un disegno. A volte le parole non mi bastano ed è un supplizio quando mi accade... di sentire un vuoto ed essere sicura di non saperlo colmare in tempi brevi. Così immagino di avere davanti agli occhi e adagiata sull'anima… un'immagine che non mi tiene stretta, ma comunque non mi lascia andare. In certi momenti è il ...fotogramma di una mattina del mese di Luglio trascorsa in qualche aula del Tribunale, senza tanta voglia di esserci, con il caldo appiccicoso, già alle otto della mattina, in silenzio assoluto, attendendo che il Giudice si decida a dare inizio alla prima udienza, iscritta a ruolo... In altri momenti è un marciapiede. E una strada al sole e un orizzonte confuso dal troppo calore. In queste ultime sere è una donna sdraiata sul letto, in posizione fetale, che riversa tutte le sue lacrime sul cuscino, senza rendersene conto… Ma, imperterrita, continua a perdere lacrime, inconsapevolmente… La donna è nuda e da troppo tempo qualcuno non la tocca. Nemmeno lei si tocca più, di proposito, ha deciso che non merita carezze, non è più bella, senza "Lui". Accanto a lei alcune foto di quando era giovane. Tra queste foto c'è l'immagine di una ragazzina seduta di fronte ad uno specchio. La ragazzina è carina, schiena dritta, efelidi ovunque, senza lentiggini, occhi fervidi, in attesa di qualcuno che la porti via, che la stravolga. Nessun accenno di allegria sul volto. Solo una dignitosa serietà, l'accompagna... Alla donna, sul tavolino, le è rimasto un cellulare… che ha smesso di controllare con la frequenza di prima… Nello specchio, intanto, il riflesso è diverso… Nel riflesso, la ragazzina balla una canzone sconosciuta suonata da un musicista di strada. Il problema è che non so disegnare neppure un vulcano in attività, pronto a eruttare lava alla minima provocazione, eppure carico di quel fiero dinamismo che fa sembrare tutte le altre montagne, al suo confronto, insulse e remissive. Tutto sommato, si tratta solo di smettere di fantasticare... Ma era meglio prima, qualche minuto fa, quando il buio dei miei pensieri diventava vertigine. Ora non posso neanche precipitare, non so cosa mi aspetterà domani, tra qualche minuto, adesso.

     (Dedicato ad un amico partenopeo e alla promessa fattagli... di fargli avere un ritratto immaginato da me.)

mercoledì 24 agosto 2016

Un terremoto può scatenare una forza distruttiva che lascia silenzio e vuoto. E alla sua terribile ira non v'è rimedio alcuno. Contro un improvviso movimento tellurico... non vale la fuga, le parole si spengono, non giovano nascondigli.

lunedì 22 agosto 2016

Potrei intitolare questo post: "Corna autorizzate", sebbene le mie pubblicazioni non hanno mai avuto un titolo, finora, ma in questo caso…
Prima pensavo che mi avesse capito, ma non era così. Solo adesso che l'ho visto con i miei occhi… Più che averlo visto, ho riconosciuto qualcosa di Lui. In un breve video stile "cortometraggio" (che certo non è stato piacevole) quello che davvero mi ha destabilizzato la mente, nelle successive 48 ore, è stato il suo comportamento. Vedere che non ha saputo rispondere ai miei successivi scritti, se non attraverso un recentissimo "Blocco finale", come fossi stata solo un'estranea, come fossi stata una sconosciuta… Mi fa sentire a pezzi. Non "liberata". E credevo di avere tutto sotto controllo. Mi sbagliavo… Ero certa di piacergli. Gliel'ho subito ribadito, mentre cercavo d'imprimere una sicurezza nuova nelle mie parole. Invece, per una volta, non avevo capito niente. Poliamore, Cuckoldismo va tutto bene, fino a quando non ci si innamora… sempre con il rischio di sapere che i vecchi valori sono ormai spariti per far posto a rapporti, o meglio "frequentazioni" (Cit), che si svolgono via etere. Sono le nuove forme di "amore" (anzi, di sesso), che di sicuro non tutti condividono, ma risolvono molti problemi di moralità. Primo fra tutti, avere più storie contemporaneamente, ma in maniera etica, per carità, come farebbe l'ape regina in questione, garantendo la massima trasparenza: tutti sanno di tutti. E chissà le ammucchiate… E "Tutto" sembra essere diventato un sesso flessibile… Tradire non è mai stato così facile. Un click su internet… e si apre un elenco di uomini compiacenti (compresa la loro collocazione geografica) con cui trastullarsi per qualche ora. O almeno non la "fauna" di zerbini che gira adesso. Mi riferisco a quelli che sanno sfruttare bene questo nuovo risvolto tecnologico, delle lunghe file dal macellaio o dal panettiere. Quando ancora si faceva la spesa nei negozietti e ogni giorno la braciola di carne… era d'obbligo mangiarla (pure per mio padre). E che scrivere circa la nuova formula del sesso a tre, meglio raffigurata in un'animatissima gang bang? Ove entra in gioco una figura maschile (denominata Cuckold) che consapevolmente e volontariamente (come farebbe il Cuculo che fa in modo che altri uccelli, seppur inconsapevolmente, prestino il proprio nido e le proprie cure parentali ai suoi piccoli) induce il proprio partner, chiamato talvolta "sweet", se di sesso femminile, ad avere rapporti sessuali con altri, davanti a lui (e, se questi "altri" sono anch'essi di sesso maschile, vengono denominati solitamente "bull"/ tori, con allusione alla funzione di monta di tali animali, altrimenti la copula può avvenire anche tra persone dello stesso sesso, in caso di omosessuali o lesbiche). Ed ecco risolto il problema dell'impotenza… e messo a tacere il senso di colpa. Ma c'è anche altro: è una vera e propria "forma di masochismo" secondo i sessuologi. O più semplicemente un modo per tenere le corna sotto controllo, un'inversione moderna di "occhio non vede, cuore non duole". Ma mentre certi uomini esaltano la libertà sessuale, femminile, delle proprie donne...senza neppure intuire lontanamente che difficilmente il fenomeno si riscontra a parti invertite, ovvero con la donna che esorta il suo compagno a tradirla... Intanto, nelle nostre case, è sparito l'angelo del focolare per far posto a chissaché… è sparito il rispetto nella coppia o, è inteso diversamente. E mentre il nonno non ha più nessuna autorità (sembra solo un vecchio rimbambito) i figli rompono le scatole con le loro pretese, salvo poi dimenticare i genitori in un ospizio, quando sono ancora in vita, ma incartapecoriti. Davvero questa modernità … mi sta creando dipendenza, almeno sotto il profilo sentimentale…

(Dedicato ♥)
    Rimasta molto "indifferente" in materia... negli anni, ricordo che la matematica, per me, non ha mai funzionato sulla carta di un uso bollo, a quadretti, utilizzato nei compiti in classe anche "a sorpresa", in cui talvolta biro e righelli erano in condivisione. Figuriamoci poi se dovessi pensare che funzioni sulla vita… No. Che non funziona! E quando capisco che tutti i miei calcoli erano sbagliati… che i teoremi non portano a niente… che i risultati sono dettati dal caso e non da quelle regole, che ho cercato faticosamente di apprendere sui banchi di scuola. La matematica non funziona. La metà di due non è uno. Nella vita la metà di due… la metà di noi due, è niente (senza la volontà di… volerci).

    (Dedicato ♥)

domenica 21 agosto 2016

Solo il tempo aiuta a guardare i miei sbagli... alla giusta distanza, a prospettive diverse. Errori che fino a ieri mi sembravano essenziali, ora sono accantonati nell'angolo. E credo sia giusto che sia cosi (ma potrei ancora cambiare opinione: "E' il mio difetto più grande"). Ho bisogno di "crescere" un altro po'... senza però mai dimenticare.

 
Potrei intitolare questo post: "Corna autorizzate", sebbene le mie pubblicazioni non hanno mai avuto un titolo, finora, ma in questo caso…
Prima pensavo che mi avesse capito, ma non era così. Solo adesso che l'ho visto con i miei occhi… Più che averlo visto, ho riconosciuto qualcosa di Lui. In un breve video stile "cortometraggio" (che certo non è stato piacevole) quello che davvero mi ha destabilizzato la mente, nelle successive 48 ore, è stato il suo comportamento. Vedere che non ha saputo rispondere ai miei successivi scritti, se non attraverso un recentissimo "Blocco finale", come fossi stata solo un'estranea, come fossi stata una sconosciuta… Mi fa sentire a pezzi. Non "liberata". E credevo di avere tutto sotto controllo. Mi sbagliavo… Ero certa di piacergli. Gliel'ho subito ribadito, mentre cercavo d'imprimere una sicurezza nuova nelle mie parole. Invece, per una volta, non avevo capito niente. Poliamore, Cuckoldismo va tutto bene, fino a quando non ci si innamora… sempre con il rischio di sapere che i vecchi valori sono ormai spariti per far posto a rapporti, o meglio "frequentazioni" (Cit), che si svolgono via etere. Sono le nuove forme di "amore" (anzi, di sesso), che di sicuro non tutti condividono, ma risolvono molti problemi di moralità. Primo fra tutti, avere più storie contemporaneamente, ma in maniera etica, per carità, come farebbe l'ape regina in questione, garantendo la massima trasparenza: tutti sanno di tutti. E chissà le ammucchiate… E "Tutto" sembra essere diventato un sesso flessibile… Tradire non è mai stato così facile. Un click su internet… e si apre un elenco di uomini compiacenti (compresa la loro collocazione geografica) con cui trastullarsi per qualche ora. O almeno non la "fauna" di zerbini che gira adesso. Mi riferisco a quelli che sanno sfruttare bene questo nuovo risvolto tecnologico, delle lunghe file dal macellaio o dal panettiere. Quando ancora si faceva la spesa nei negozietti e ogni giorno la braciola di carne… era d'obbligo mangiarla (pure per mio padre). E che scrivere circa la nuova formula del sesso a tre, meglio raffigurata in un'animatissima gang bang? Ove entra in gioco una figura maschile (denominata Cuckold) che consapevolmente e volontariamente (come farebbe il Cuculo che fa in modo che altri uccelli, seppur inconsapevolmente, prestino il proprio nido e le proprie cure parentali ai suoi piccoli) induce il proprio partner, chiamato talvolta "sweet", se di sesso femminile, ad avere rapporti sessuali con altri, davanti a lui (e, se questi "altri" sono anch'essi di sesso maschile, vengono denominati solitamente "bull"/ tori, con allusione alla funzione di monta di tali animali, altrimenti la copula può avvenire anche tra persone dello stesso sesso, in caso di omosessuali o lesbiche). Ed ecco risolto il problema dell'impotenza… e messo a tacere il senso di colpa. Ma c'è anche altro: è una vera e propria "forma di masochismo" secondo i sessuologi. O più semplicemente un modo per tenere le corna sotto controllo, un'inversione moderna di "occhio non vede, cuore non duole". Ma mentre certi uomini esaltano la libertà sessuale, femminile, delle proprie donne...senza neppure intuire lontanamente che difficilmente il fenomeno si riscontra a parti invertite, ovvero con la donna che esorta il suo compagno a tradirla... Intanto, nelle nostre case, è sparito l'angelo del focolare per far posto a chissachè… è sparito il rispetto nella coppia o, è inteso diversamente. E mentre il nonno non ha più nessuna autorità (sembra solo un vecchio rimbambito) i figli rompono le scatole con le loro pretese, salvo poi dimenticare i genitori in un ospizio, quando sono ancora in vita, ma incartapecoriti. Davvero questa modernità … mi sta creando dipendenza, almeno sotto il profilo sentimentale…

(Dedicato ♥)