sabato 31 dicembre 2016

 
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Ieri Venerdì 30 Dicembre 2016 ore 17:31
(Sono riuscita a condividere il mio primo post correlato da un bel pippone! !! 😁😁 Che bello. Anche lì ho trovato il pretesto per scrivere...)

Sono triste e forse ho anche un problema d'amore, senza saperlo, per questo sono dotata di due armi formidabili: lo smalto nero alle unghie e i miei pensieri.... come qualche cosa di modesto e arrogante allo stesso tempo. Il colore nero è pigro e facile, ma misterioso. Ma prima di tutto il nero comunica questo: "Io non infastidisco, quindi non infastiditemi". E il nero non è triste. Sono i colori vivaci quelli che mi deprimono. Sono così... vuoti. Scrivere per me è un pretesto per tirar fuori tutto il nero che mi porto dentro oggi. E come m'immaginerei la mia anima messa a nudo? In una brillante giacca gialla? Probabilmente no.


mercoledì 7 dicembre 2016

    Anche per oggi niente felicità, poca stabilità e ancora meno certezze. Quelle che ho, però, sono ben radicate. Mi sento di stare nuovamente in opulento silenzio, per un altro po'... Dentro di me è ancora buio. E dovrò imparare a regolare i miei occhi sull'oscurità, se vorrò riprendere a vedere e prendere nota dei particolari di una vita scarsamente vissuta...

    (Dedicato ai miei tormenti in terra...)


venerdì 25 novembre 2016

Ed ecco cosa la mia mente farraginosa ha saputo macchinare, in breve tempo. Oggi penso che Il dalmata sia uno dei cani meno addestrabili del mondo. Non perchè sia poco intelligente ma, perchè forse lo è anche troppo. Ed è assolutamente incapace di restare da solo... Trovo sia difficilissimo da istruire, anche perchè molto indipendente e testardo. Stanotte, non ho dormito per la pioggia... O chissà cos'altro? E mi sono messa a ricordare la scena peculiare de: "La carica dei 101" dove Pongo trascina il padrone (che è in sella alla sua bici) per tutto il parco facendolo precipitare addirittura nel laghetto sottostante...a seguito di una lunga corsa improvvisa. E non è a caso, eh ... Ma in questa immagine, il Dalmata, che io vedo, sembra essere un cane, in linea generale, educato bene. Sembra pure non dare alcun problema, dal momento che si sta godendo i raggi del sole accanto alle gambe, nude, del suo padrone, come un comune amico fedele. Credo proprio che per ottenere un simile comportamento (e senza che divenga difficoltoso), alla base, la sua famiglia ha cercato di essere quanto più presente nella vita dell'animale... In modo particolare nella fase della sua crescita, ove il cucciolo necessita di una guida e di un punto di riferimento, propri, come un bambino fa con la madre e padre, pertinenti. Ed è un periodo, quello, in cui occorre essere pazienti davanti alle innumerevoli marachelle da cucciolo ma, allo stesso tempo, occorre esigere rispetto e dare regole... Essere anche severi, ma non aggressivi. In una parola: "Assertivi".

(Dedicato alle mie "paure" che ritornano con le loro "insicurezze". E restano con le mie "insicurezze" e mi aspettano con le loro "paure". Poi, loro spariscono. E io resto. Senza mai trovarmi. Mai incontrami. Forse perchè mi danno appuntamento alla stessa ora, ma in luoghi differenti. O forse perchè troppo "uguali" nelle mie "stranezze". Nelle mie "insicurezze". Nelle mie "paure".)


venerdì 18 novembre 2016

Sembro pacata, tranquilla, in questo periodo, invece... non mi va bene niente. I miei occhi sembrano leggere i miei più intimi bisogni e mi vedo costretta ad abbassare lo sguardo, profondamente scossa ed avvilita. Senza che io necessiti di parlare. Mi ripeto i miei difetti a memoria come se fossero una di quelle filastrocche imparate da bambina, sui banchi di scuola... Li tengo stretti, tutti. Ad uno, ad uno... perché non si sa mai quando (e se...) potrebbero tornarmi utili. ...Per chiedere scusa a Chi? Se poi si continua a ripetersi... Patti chiari e "Frequentazioni" (Cit.) brevi. Qualche parola sprecata come cibo avanzato. Sputate in terra per imprecare contro la mia ricerca di perdono, di assoluzione. Solo con te non c'era digiuno. C'era una lingua privata... ora privata di suono. Beh, più o meno... Così stanno le cose. Io ti ho scritto stando sempre all'argomento...Cioè all'etica! E Tu che mi parlavi, chiamando mela una pera, che importa? Non dovevo perdere tempo in simili quisquilie. Anche l'etica può chiamare mela una pera, perchè quel che l'occupa, infinitamente, essa riesce a dirlo egualmente. Ma Tu che non sei un etico, non riuscivi forse a frenarti... E dovevi in ogni modo, "en passant", dire qualcosa su questo sbaglio della mela e della pera, perchè sei vanitoso del Tuo sapere. Ma non perchè sei un etico. Ergo? Scoprirsi vanitosi, ma che importa? Che male c'è? Anch'io lo sono. Mi piacciono i miei capelli. E' una colpa? E' una colpa aver creduto in Noi e dato fiducia, eppoi... Puff! Più niente?

(Dedicato ♥)

 
Mummificazione...quali dinamiche?

(da Ermanno Finzi)

La mummificazione è un particolare tipo di trasformazione conseguente alla perdita di liquidi a livello dei tessuti cadaverici e relativo conseguente essiccamento. Il cadavere, quindi, perde gradualmente peso fino a divenire progressivamente più leggero, la cute appare diffusamente secca e anelastica, di colorito giallo-brunastro e di consistenza pergamenacea e i tessuti molli appaiono come raggrinziti e aderenti alle ossa sottostanti. Essa si realizza soprattutto allorquando il cadavere si trovi in ambienti caldi, asciutti e ventilati. Di norma la mummificazione totale avviene nell'arco di 6-12 mesi. Così custodito il corpo presenterà un'ottima conservazione dei tessuti molli cadaverici: in particolare, a livello dei polpastrelli con un disegno papillare delle impronte digitali che è solitamente perfettamente conservato. Risulterà così possibile, assumere quindi, fino a riconoscerle, le impronte del cadavere, mediante un trattamento chimico-fisico delle dita delle mani. Aspetto, quest'ultimo, notoriamente di fondamentale importanza che impegna la patologia forense ai fini identificativi. Ma anche in un successivo momento, a precisare il giudizio di epoca di morte.

sabato 12 novembre 2016



Ironico, intelligente, curioso, anticonvenzionale, Munari ci ha lasciato un bagaglio immenso di opere grafiche, d’arte, di design, come le "Forchette parlanti"...Insomma un linguaggio che fa seriamente riflettere, anche grazie ad alcune frasi riportate lungo il percorso delle sue opere. Frasi, come sempre, semplici, ma toccanti, come quella che ho rubato per il titolo a questo reciclo di foto, che fa sorridere, ma che contiene un’assoluta verità...

venerdì 11 novembre 2016

E... stamane, rovistando tra gli scaffali del mio Studio, mi sono resa conto di quanto anch'io, anni fa avessi anticipato i tempi, pur non immaginandomi l'attuale esito governativo che avrebbe avuto la nostra amica America...
"Think big and kick ass in business and life" che, in realtà, significa: "Pensa in grande e [dai, sott'inteso] calci in culo negli affari e nella vita". E' stato poi modificato dall'editore italiano, in una traduzione, politicamente corretta, dal titolo : "Pensa in grande e manda tutti al diavolo". Ed è tuttora un libro mitico. Scritto da un uomo vero, concreto, sanguigno. Un uomo che ha avuto non poche difficoltà, sia in amore che negli affari, ma si è sempre rialzato dopo aver mangiato polvere (e dopo averla fatta mangiare a non poche persone), senza mai scoraggiarsi. Un uomo che, ancora oggi, dice quello che pensa, senza peli sulla lingua. Ed ora la sua carica di Presidente degli Stati Uniti d'America è diventata un incubo per quella fetta di italo-americani, che non lo ha voluto votare. Ma perché Donald Trump sta avendo tutto questo successo? Insomma, è uno di quei tipi da quelli -come-te-me-li- mangio-a-colazione- Non so se mi spiego. Ma mi rendo conto che mentre lo scrivo i miei pensieri corrono veloci. Non più di ventiquattro anni orsono... ricordo circa la bancarotta di un famoso immobiliarista americano. Per poi rivederlo sulla cresta, probabilmente meglio di allora, dal momento che si è da poco accaparrato la sedia presidenziale con il consenso di quasi tutti gli americani. Ciò nonostante non condivido tutto quello che dice, né tutte le sue "strategie" di azione, ma indubbiamente, è una persona dalla quale c'è molto da imparare, tralasciando però quegli aspetti di cinismo e di egoismo che sicuramente possono emergere da personalitá cosí forti, salde e, soprattutto carismatiche. Purtroppo ahimé sembra che nella foga dell'entusiamo di assomigliare ad un personaggio degno di nota abbiamo dimenticato un "Particolare". L'aiuto del cosiddetto fattore "Tempo", che è molto importante. Vorremo tutto e, in fretta, senza prenderci il tempo di far crescere le nostre idee... in attività produttive. Questo succede sopratutto quando ci si concentra solo sulla meta e si dimentica che la cosa più importante non è il punto d'arrivo, ma tutto il percorso che si fa per arrivare. Nel libro, in esame, Trump ha sostituito il "pensiero positivo" con l'espressione: "Pensa in Grande". Opinione che trovo calzante per le persone che vogliono avere successo, a cui ha chiaramente detto che devono spalare tanta m….. se vogliono diventare il numero "uno"... abituandosi (in ogni modo) ad essere "soli", una volta trovatisi là... raggiunta la cima della meta prefissata... e pronti a difendersi da tutti coloro che vogliono prendere il loro posto. Scrivendo di quest'uomo, ricchissimo, classico americano "che si è fatto da sé" ... Proprietario anche di ristoranti, ove persino le bistecche portano il suo nome! Mi è tornato in mente una frase del mio cartone animato preferito: Spiderman (l'Uomo Ragno) che vedevo da ragazzina...
"Un grande potere comporta grandi responsabilità!"  Non ho alcun dubbio.

Sto incominciando a stancarmi di leggere "La verità" ogni mattina. E' un giornale diventato troppo polemico. Quasi, quasi alle prossime elezioni voterò "SI"... (andando contro il Cavaliere per la prima volta in ventidue anni...), poi Renzi mi è simpatico! Sta facendo di tutto per toglierci dalla situazione di stasi creatasi dall'Unione Europea, di cui non se ne può più... E inoltre non voglio restare con quelli che continuano a parlare male del "Rottamatore", solo perché è antipatico (e dunque bisogna votare: "NO").

mercoledì 2 novembre 2016

E mentre quattro giorni fa... attendevo impaziente il ritorno di Ulderico, da una delle sue ormai solite (quanto mai necessarie) trasferte in Emilia Romagna,  mi sono messa a pensare... ai momenti in cui mi dimentico Chi sono... Un po' perché ho da fare, in qualche Cancelleria del Tribunale, o da lavorare in Studio, in pratiche più o meno interessanti, ma che, se anche non mi scuotono uno stimolo continuo e un sostegno morale ai miei attuali pensieri, vanno ugualmente seguite con attenzione e serietà… Un po' perché mi fa anche comodo in questo modo, perdermi e nascondermi, tra faldoni e... carta, quasi tutta inutile, a voler ben pensare... Sfuggo così al mio riflesso e mi convinco di essere diversa... Trascorro il mio tempo a condannarmi per i miei molteplici errori, per scoprire poi che mi manco, forse, più di prima... E mentre mancava pochissimo a rincontrarmi con il mio cagnone, ho pensato... che sì, "da sola, in questi giorni, me la sono cavata alla perfezione", sebbene quando poi l'ho incontrato, che da sotto il tavolino di un bar mi stava già lanciato una marea di occhiate, quasi a invitarmi a guardarlo, mentre parlavo al suo Dottore, davvero mi sono avveduta che (finalmente) era lì con me, dopo parecchio tempo. Ma invece di vivere quel momento con "gioia". Avere rincontrato Ulderico, ancora più cambiato. Ma, in meglio! Mi ha fatto ricordare che il mio cane non mi conosce a malapena… Perciò lo sa. Lo sa come sono. Come le mie scelte mi hanno fatto diventare. Lo sa. Certo che lo sa. E mentre con il muso birichino cercava di carpire una mia carezza, mi sono lasciata andare, guardandolo, dritto, negli occhi. Ed è successo che ho pianto ancora di più. Anche se non c'entrava un cazzo, farlo… Me ne sono resa conto. Ma intanto è successo. Come succede che, in questo periodo autunnale, camminando, non resisto e accarezzo le foglie. Quasi fossi alla ricerca di quelle persone che vedono un pochino di bello ovunque e se mi stanno vicino sono poi capaci di donarmi il loro potere, nonché il tempo necessario per riprendere fiato. Volevo scrivere di quando tornata a casa con il mio cagnone, ho pensato: "Posso fare tutto, o almeno, farò tutto quello che posso". Tutto quanto. Ma non ho mai pensato che in un pomeriggio mi potesse cambiare il mondo, dentro… e invece succede anche questo. E sta bene. Il mondo forse no (posso pure aver esagerato). Ma, chissà? Quel bacio in fronte, rifiutato con orgoglio, dei nuovi amici, un progetto nella mente, mai andato via da lì… Tornare, finalmente a capire?

(Dedicato al dott. Verre e a Monica, attenta osservatrice dei miei stati d'animo)

giovedì 27 ottobre 2016

    Sono silenziosa, ma ci sono. Mi cerco, ma non so come fare a trovarmi. E forse è proprio perché neanche riesco ad ammettere che non mi impegno nemmeno un po', per guardarmi dentro, che mi fa paura scoprire cosa a volte provo davvero... E' che non riesco più a spendere del tempo solo per me e le mie sensazioni, le cose a cui sto attenta e con le quali convivo ogni giorno. Mi piacerebbe, ma a volte sento che non avrei la forza per buttare tutto fuori. Che costa fatica più di pr...ima scrivere e anche se le cose su cui farlo ci sarebbero eccome, metterle insieme è diventato più complicato e meno naturale... O forse non è neanche poi tanto difficile, ma scriverei in modo così diretto che neanche mi riconoscerei. Che forse mi manca il coraggio per cambiare modo di scrivere e per cambiare un po' anche quella che sono io, attualmente. Mi sento diversa e insicura, almeno un pochino. Anche se la mia voce trema meno quando parlo a Dio di Lui... con un residuo di pudore e riservatezza che emergono dal profondo inconscio... Tuttavia neanche mi riconosco, se vengo fuori, da questo dialogo a due, troppo spavalda. Ho sempre detto di odiare Chi non si mostra fragile e bisognoso di carezze, quando serve... Ma forse ora sono io a non mostrarmi così, quasi mai. E non è per orgoglio... Magari per paura di chiedere qualcosa che, in realtà, non si chiede, ma si dovrebbe, piuttosto, solo ricevere. Ossia, non so se si "dovrebbe"... eppure io la vorrei tanto da Lui un po' di spinta per farmi rappacificare, senza sfinimenti. E che qualcuno mi rassicuri e non sminuisca le mie ansie anche quando sono assurdamente stupide e grandi...

    (Dedicato ♥)






    Mamma mia quanto ero giovane!! E già la canticchiavo sottovoce... anche per quelle parole così forti da intimorirmi, ma emozionarmi sempre più... Cosa ne penso, oggi? Penso che quelle di Tozzi siano canzoni meravigliose, che fanno ormai parte della storia della musica Pop italiana e rievocano, senza dubbio, un arco della mia vita che mai ho dimenticato... e dimenticherò. E in un'ipotetica analisi attenta ed accurata di ciò che le mie orecchie stanno udendo, mi esprimerei scrivendo che sono canzoni d'amore che esaltano l'unicità ed essenzialità della donna e della sua presenza. Adatti a Chi ama ancora con sincerità la scelta fatta per la vita. Sapendo pure che la vita è fatta di scelte... e ad ogni scelta la sua conseguenza.


    La pulizia lampo, del murale di Pallotta, si poteva (e doveva) evitare. Ed è stato un vero peccato aver permesso che un netturbino di turno operasse la sua cancellazione con uno spruzzo d'acqua. In una città dove nessun muro è mai stato risparmiato da graffiti, davvero meno artistici, ma che rimangono immortalati quasi "senza tempo" a ricordare, ad ognuno che li guarda, forse, Chi siamo davvero… Così come i cassonetti strapieni, l'incuria nei monumenti e le perenne buche nel...le strade, per mancanza di sanpietrini. Roma, a mio avviso, assomiglia sempre più ad una città senza speranza. Manco i disegni improvvisati sui muri possono essere riconosciuti nella loro integrale bellezza di tratto, ma anche di significato, perché neppure il segno di tris personalissimo del Papa, ovviamente quello della Pace, non è stato compreso. E intanto all'Edicola Fiore qualcuno ha detto pure che non è stata opera dei vigili antidegrado del Comune di Roma, ma... addirittura del Vaticano!? Perché proprio di "decoro urbano" si è trattato. Una giustificazione che nella Capitale fa davvero sorridere, o forse più arrabbiare. Dal momento che di sorprese piacevoli, ne succedono davvero poche in questa Italia sgangherata e riempirsi gli occhi di arte e bellezza poteva essere davvero un buon motivo per sorridere serenamente. E invece… Puff… il sorriso è rimasto sospeso a mezz'aria, cancellato da una rigida, quanto incomprensibile, burocrazia urbana volta a ferirci ancora un altro po'… Gratuitamente.

    "Siamo stati vittima della solita menzogna pubblicitaria". Non mi resta che pensare, a questo punto della faccenda. Quando è uscito il primo numero de: "La Verità", quotidiano indipendente, diretto da Belpietro, poco meno di un mese fa'... sembrava ci fossero tutte le migliori intenzioni per distribuirne copie a sufficienza anche il Lunedì mattina. Invece... giovedì scorso il mio giornalaio di fiducia mi conferma che il giornale: "Al Lunedì non c'è, perché non lavorano come i... parrucchieri". Che sarà pure stata una risposta semplicistica, a problemi complessi, ma non, per questo, da sottovalutare. E sul solito treno che mi portava in Corte... quel giorno non ho potuto fare a meno di notare l'articolo propagandistico escogitato che esponeva a grandi lettere il disagio purtroppo già sentito dagli addetti ai lavori. E la motivazione mi è apparsa subito chiara... Dal momento che avranno dovuto applicare il contratto dei giornalisti per quanto concerne il Lunedì (che poi è la Domenica: giorno festivo. In cui il lavoro retribuito ha delle maggiorazioni in più, rispetto a quello eseguito nei giorni feriali) e avendo fatto i loro esperimenti di vendita copie, si sono resi conto rapidamente che non ci stavano dentro con i costi...

    Non mi occorre un "Pusher" che spinge a promuovere la mia scrittura per farla conoscere a più persone. Non capisco questo genere di spiritosaggine... forse anche perchè, non sono propensa all'umorismo, se scrivo. E lo faccio senza secondi fini, perché la gente che mi vuole leggere non deve pendere dalle mie labbra come un filo di bava. Io se ho un pensiero lo esprimo in libertà ad ogni ora del giorno e della notte, argomentandolo con educazione, ma non ho una missione, non voglio catechizzare nessuno con le mie idee... Queste droghe per giunta non mi appartengo. L'hashish è degli indiani. La marijuana è Jamaicana, non viene dal più infimo pusher della periferia di Milano. Sono figlia delle droghe leggere, questo è vero, dell'amore libero e della grande rivoluzione sessuale. E il periodo di quella mia infanzia, non è stato solo soffocato, è stato inglobato, che è pure peggio… Non faccio moralismi, io non insegno alla gente come vivere. Mi piace essere chiara in ogni situazione. Scrivo la mia, breve o lunga che sia, in un mondo virtuale che forse è già diventato la mia nuova droga del terzo millennio, senza accorgermene nemmeno.


    (Dedicato a me. Alle mie risposte di permalosità. Sparate a casaccio un po' ovunque, per questo… Alla mia paura costante di non essere apprezzata. Un'occhiata allo specchio conferma le mie ipotesi peggiori. Mi vedo esattamente per come mi sento: una schifezza. Ed è sufficiente che un mio comportamento sia considerato in modo non positivo per offendere qualunque persona mi circoli intorno, ferendola nel profondo. Il bisogno che provo, infatti, è quello di un'accettazione totale della mia condotta, in assenza della quale… rischia di venire alla luce l'estremo senso di fragilità che mina la sicurezza interna del mio essere permalosa).

    Mi piace l'analisi delle cose. Non è vero che toglie la curiosità di immaginare quello che non si conosce, come afferma mia sorella. Non so spiegarmene il motivo, ma spesso mi ritrovo così affascinata, che della scorza non mi importa, l'esterno è solo colore che prima o poi sfuma. Vado in profondità, mi immergo di metri per saperne di più con quest'idea che "sapere" significhi (anche) "apprezzare". E nel dubbio mi domando, chissà se mai capirò quali ingranaggi dell'anima mi s...muovono dentro, se mai davvero capiró come sono fatta? Prima di ora, non ci avevo mai pensato all'associazione: "Sapere = Apprezzamento...". Sebbene solo quando m' "immergo" nelle cose posso coglierne l'essenza fino in fondo. E' così rischioso, tuttavia... E se poi più m'immergo, più mi perdo? A volte allontanarmi troppo dalla superficie mi fa perdere la cognizione di me stessa, o meglio, di quelle come me che in superficie, paradossalmente, si sentono mancare l'aria. Ma forse, posso anche perdermi... Ed è vero. E magari rimanere a galla mi saprebbe mantenere incolume. Ma mi piace pensare che solo immergendomi posso scoprire i coralli. Senza dimenticare che stando a galla scopro tempeste e mare mosso, mentre in profondità regna la quiete sempre. Penso che andando in profondità e sapendo(mi) conoscere, niente potrà più scalfirmi.

Questa notte sono rientrata alle 2.30 a casa e non sono più riuscita a prendere sonno. Non c'era più il mio cane, Ulderico, ancora sveglio nel soggiorno ad aspettarmi. Così, mi sono ritornati in mente i suoi occhi marroni, che guardavo per ore durante il mio, seppur limitato, tempo libero… Ed ora mi sento piena di tenerezza, ma allo stesso tempo sono pervasa dalla nostalgia per quella che ero, fino a qualche mese fa, così piena, così al centro di ogni più piccolo avvenimento che per fortuna o per disgrazia mi ritrovavo a vivere. Di sera, in quel periodo, quando mi rimettevo a pensare, nella penombra del mio Studio, senza il fastidio di nessuno, finalmente potendo rimanere da sola… tiravo un sospiro di sollievo a quel mondo che mi affaticava in una maniera tutta particolare: ogni sguardo mi toglieva energia, ogni frase che non fosse corredata da un sorriso finale… mi faceva scoppiare dei mal di testa insopportabili. Con quei miei capelli assurdi… troppo piatti, senza forma, tanto da credere che nessuno volesse mai parlare con me per colpa loro. Quando non sapevo cosa fare odiavo me stessa e odiarsi richiede un sacco di forze. Quando arrivava l'ora di andare a dormire ritornavo a scrivere, come se niente fosse, lasciando che le parole mi raggiungessero, sicura di non sentire alcun male. Tanto tempo fa credevo ancora al destino. Lasciavo che i miei pensieri mi parlassero. Tenevo quelle frasi molto al sicuro… volevo che i loro suoni mi cullassero. Volevo piangere. Piangere era il mio modo di riposarmi. A ricordarmi adesso, sempre più immobile e indistinta, con quel senso di immobilità che me lo sentivo come piombo in fondo all'anima, come un peso così intollerabile, così magra e spigolosa, così sola, senza arte né parte, così confusa e devastata da cosine talmente piccine che adesso mi farebbero sorridere, non so che cosa provo. Un po' mi manco. Ora, di sera, non m'addormento più, come da ragazzina... E un po' non mi sopporto. Cosa mi sarebbe costato chiedere un abbraccio a mio padre, quando ancora era in vita? Del resto… avevo solo bisogno di sentirmi dire: "Ce la farai". Anche se pronunciata con la migliore delle intenzioni. Sa di congedo. La mia mente la traduce, oggi, nel seguente modo: "Da questo momento sei sola". E fa scattare un conto alla rovescia che ad ogni rintocco mi ripete scanditamente: "Potresti essere una potenziale delusione... Potresti essere una potenziale delusione…".Sì, ce la farò. Probabilmente è vero. Di sicuro lui non mi avrebbe negato la speranza. Ma, dopotutto, non ho bisogno di farcela sempre. A volte ho solo bisogno di avere la possibilità di non farcela. Chi ha scelto di amarmi non dovrebbe mai dire: "Ce la farai". Dovrebbe semplicemente sussurrare: "Comunque vada, io ci sarò". Perché: "Ce la farai" è una frase pessima. Non so dove sia adesso quella ragazzina. Certe volte, penso che sia cresciuta con i suoi limiti, ma quando provo a superarli e le cose tornano a girare per il verso giusto, credo sia ancora con me. Altre volte, quando prendo il treno che mi porta in Corte d'Appello o in qualche Cancelleria lontana e le persone mi sembrano tutte uguali, tutte grigie e stanche, credo di aver perso quella parte di me, così giovane e spontanea. In ogni caso, non si sa come, penso di avercela fatta a mantenermi come sono: inarrivabile.


(Dedicato a me... A quei dialoghi intimi che avvio con me stessa, senza doverli programmare o inscenare. Senza essere innaturale, insomma... Certe incertezze devono trovare la loro strada, senza intromissioni).

martedì 18 ottobre 2016

    Talvolta ho la sensazione che Lui abbia avuto il potere di cambiarmi... Per sempre? [...] E' una domanda alla quale fatico ancora a trovare una risposta sperando che mi escano parole forti, parole migliori di uno scontato: "No!" Ma il fatto è che non lo so, se sia per sempre... Io penso che il tempo sappia ricucire ferite: ma il tempo mio non è il tempo Suo e quando a me bastano tre, o anche cinque mesi, magari a Lui serviva solo un po' più di "leggerezza" da parte mia, che è... mancata... un po' meno "sorveglianza" e così facendo avremmo evitato in tanti... inutili casini. E non è affatto una questione di amare di più o di meno, di amore più vero o meno vero: non di piatti di bilancia si tratta. Semplicemente, trovo che il corso della vita saprà distendere gli animi, alla fine... saprà riempirmi attraverso altre strade. Magari attraverso altri uomini, magari attraverso nuovi interessi o nuove canzoni che passano alla radio e per le quali esclamo stupita: "Parla di me!" E se è destino... sopravviverò come fosse un tacito accordo, non scritto, come se mantenere le cose irrisolte e a mezz'aria le rendesse più facili da gestire, meno gravose e gravi, senza però mai dimenticare quello che è stato... convincermi che andrà tutto bene, ma con questo pensiero fisso di non sapere come sarebbero andate le cose se [...]. Io spero che il futuro prossimo srotoli e allenti matasse di filo e che presto accada qualcosa che, prima o poi, ci faccia riavvicinare. E riguardarmi indietro con attenzione, diligenza o con intensità, significa accarezzare l'Ombra che è rimasta lì... immobile e indistinta credendo, fino all'ultimo, alle parole che gli scriveva..... come fossero lampi di luce.

    (Dedicato ♥)
    Il mio Ulde … è fatto cosi! Non vorrebbe cambiare, ma farlo gli è necessario. Non vorrebbe smettere, non adesso, non ancora... Sicuramente, non sono io la sua colpa… Io che non ho mai avuto niente e allora non so come ci si prende cura di qualcosa. Vado e vengo, durante il giorno… Vado, soprattutto, quando vorrei "restare". Me ne vado da quei luoghi in cui mi sono sentita quasi felice, perché "quasi felice" è peggio di triste… E tutto questo, secondo il mio modestissimo parer...e. Poi, però... succede che ritorno sempre, come ieri che l'ho portato fuori magari anche troppe volte… Sebbene per un cane il "troppo" non è mai abbastanza… E vedere gli innumerevoli sbagli, che ancora commento dopo tutto questo tempo trascorso a credere di avergli insegnato qualcosa… mi fa mancare "tutto". Fortuna poi che davanti al mio cane posso piangere in santa pace. Non è mica così scontato poterlo fare, se ci penso… Tutto quello che potrebbe rendermi migliore finisce per farmi a pezzi e ogni pezzo di me ha paura di qualcosa, desidera qualcos'altro, non sa giocare, ma vorrebbe farlo. Mi avevano detto che verso i tre anni sarebbe diventato un altro animale, più calmo… meno rabbioso, più felice… E invece lui, è sempre "Lui". Io, sempre "Io", solo con un po' meno pazienza di prima… Vorrei scrivere, scrivere del mio cagnone, a pois, di me, di quanto è cambiato, passando attraverso le mani di un nuovo veterinario, che mi ha dimostrato, in pochissimo tempo, di saperci davvero fare con i suoi amici a quattro zampe, scrivere di Lui, del suo operato, di quello che ancora non so. Ecco. Vorrei ringraziarlo... Ma scriverlo qui, pubblicamente, non è mai abbastanza. E non lo scrivo, perché "Così, si dice, perché lo dicono tutti quelli che lo hanno incontrato sul loro cammino", ma ho vissuto abbastanza da sapere che non importa ciò che ho dovuto passare in questi anni, perché tanto la soluzione a molti problemi, nostri, di famiglia, è vicina… quasi, inevitabile.

    (Dedicato al dott. Verre)

venerdì 30 settembre 2016

    Oggi "penso" ergo... BOOM !! A Chi volesse ugualmente avvicinarsi a me, senza che venga richiamato da un impegno urgente, nonostante io abbia abbassato la saracinesca, in evidente stato di... isolamento, rispondo che vorrei essere lasciata in pace, un po' tranquilla insomma, perché propriamente sono soltanto un essere umano simile a Voi... Scusate se è poco.


martedì 20 settembre 2016

"Voglio La Verità!" Ho esclamato stamattina al giornalaio, che sconcertato mi ha guardato con sguardo interrogativo, domandandosi: "Cosa vuole, questa?" o.O "La Verità" : nuovo giornale "centro-destra" (e non si può essere liberali, se non si è "Liberi"), desiderato e voluto da Maurizio Belpietro... E aveva ragione Giampaolo Pansa quando ha scritto che ha un bel coraggio a ideare un (nuovo) quotidiano, adesso, quando ha collaborato e fondato "Libero" e "Il Giornale" con soddisfacenti tirature e incassi... Poi, non lo nascondo che ho persino comprato "Libero", pensando di poter leggere il viatico di Vittorio Feltri per il nuovo giornale fondato dal Collega, dimenticando magari, le ultime baruffe insorte fra loro... Ma nulla di fatto. Evidentemente la Redazione si è ben guardata... Lo avrà ritenuto un gesto autolesionistico.