martedì 8 settembre 2015

Pregi e difetti di ognuno...

    Sono... a tratti dolce. Talvolta insicura, un po' fifona. Molto... infedele. Troppo orgogliosa. Gentile, quando mi va... Mai vendicativa. Giusta, se lo voglio. Permalosa, sempre e comunque... Sincera, anche quando potrei non esserlo. Corretta, oltre la misura. Timida, ma manco fingendo. Rispettosa dei bisogni e degli interessi degli altri, per nulla al mondo. Anzi… Per parlare con schiettezza, arrivo a mancare di rispetto delle mie profferte amorose, con estrema facilità. Par...anoica, quanto basta. Per nulla romantica. Molto diffidente. Dal cuore duro... ma solo con me stessa. Di quanto in quanto, mi mostro sfiduciata... poco ottimista, di fronte al futuro, seppur a tratti roseo. Carina, nella norma. Non magra. Meglio ancora... più "falsa" che magra. Talune volte posso sembrare simpatica. Nondimeno, triste. Con una fervida immaginazione. Sognatrice, ma con riserva...(di voler "verificare" sempre). Altruista... a spese mie. Sola, mai. Dal momento che i miei pensieri sono in ogni caso: "Presenti"... a farmi compagnia. Ecco… quel che sarebbero i miei difetti. E quanto ai pregi? Chissà per quale motivo, dinnanzi ai miei pregi e difetti, io mi soffermo sempre e solo sui secondi. Ed è difficile, davvero… provare a far innamorare qualcuno. Soprattutto se, la persona di cui si devono innamorare, sono proprio io.

lunedì 31 agosto 2015

No More Tears (Enough Is Enough)


    Memorabile duetto tra la regina della musica sofisticata americana e la regina della disco europea... era quanto di più irreale e improbabile si potesse immaginare, a quell'epoca. Brano, presente all'interno dell'album Wet, presentato nella sua intera lunghezza (durata oltre 11 minuti). Per Chi ha orecchie fini... Io, conservo a casa l'originale comprato (ancora) con pochi spiccioli... di Lira italiana — fiera.

sabato 29 agosto 2015

Sei pronta a cosa?

    Accenno solo un sorriso davanti allo specchio che, tanto, ormai, lo so… Spesso, è dagli amori sbagliati che non guarisco mai. Ma ora cosa può succedere (di peggio) che non sia già successo? Ho pianto, parecchie lacrime. Sì. Tutte le lacrime, anche quelle che pensavo di non poter tirare fuori. E, adesso? Adesso, credo di essere pronta… A tutto, o quasi, di questo mondo. Ma a rinnamorarmi? No, che non ci penso. E nemmeno, prima o poi, ci penserò. Perché, se un amore sbagliato mi ha sgualcito il cuore, in un amore migliore, dovrei sperarci ancora? L'amore non è tutto ciò che mi salva nella vita... Ma forse... La speranza, a volte... Ecco, la speranza... lo fa di più.

Ricordi d'infanzia....

    L'amore che conosco è quello che ricordo con maggiore tenerezza... Io, ancora uno scricciolo (dalla forma rotonda e paffuta) se mi sentivo triste... avevo la certezza che mio padre tornasse a casa con un libro della biblioteca... magari, ricolmo di figure colorate.
    nostalgica.

In qualunque modo....

    In qualunque modo, io lo so. Mi è rimasta addosso, ancora ce l'ho nella mente, sotto i piedi e nei vestiti... la mia voglia pesante di uscire allo scoperto, buttarmi nella folla... farmi largo a spallate. Me li sento come cappotti, che sembrano essermi stati cuciti indosso, precisi, precisi, questi sentimenti che si sono dimenticati di nascere, distratti e assenti davanti alla persona degna. Degna di averlo al mio fianco, o appena, appena un passo dopo di me. E sopraggiungono... veloci durante i tramonti senza carezze... le notti con troppi pensieri e le sere con poche stelle ferme... in cielo. Sopraggiungono a sconvolgermi la solitudine, i momenti non stati... persi chissà in quale decisione razionale, che fatico persino a ricordare. Eppure ci sono. Essi sono lì. Perenni e puntuali, felini, davanti a me... che resto con l'animo mingherlino, guardarli prepotenti e spacconi. E non lo capisco ancora, se la vita si progetta insieme, se bisogna essere in due ed essere amanti per ferirsi con cautela. Se è tutta questione di solitudine, chissà, forse ce la farò un giorno a descrivermi... così piena di certezze. Eppure, se mi vede qualcuno camminare per strada lo nota... quanto sono ammaccata, pensierosa fino all'inverosimile, come se pensassi, ogni volta, a qualcosa che è andato storto... come se, in fin dei conti, da me, la vita abbia sempre preteso risposte, senza mai promettermi niente... E rispondo sempre, nei pochi occhi che mi hanno voluta... rispondo sempre come voglio. Ed obbedisco ai giorni che succedono e ai momenti che si scordano di accadere. Tuttavia sapendo che mi manca un pezzo.

    Intanto metto altri due puntini di sospensione, al punto fermo iniziale... Così. Nel vano tentativo di sperare di trovare l'ispirazione.

    (Dedicato ♥)

Amy Winehouse "Back To Black"

    Un'altra rockstar, in piena regola, morta drammaticamente a 27 anni... Voce nera e cavernosa dentro un corpicino bianco e potente, uccisa in casa da un'overdose di alcol ma... soprattutto dalla solitudine e dalla paura di vivere. Una ragazza sempre in bilico tra l'oscurità del suo male e la luce delle sue canzoni. Una morte però, non improvvisa... come capita spesso. Non sopportava il peso della vita e neanche il ruolo di una superstar. Soffocata dalla voglia di diventare grande e dal desiderio di restare nella sua stanza, sola, a scrivere musica con una birretta in mano. Senza dover per forza morire "affogata" nella Vodka...
    ascoltando musica.

martedì 25 agosto 2015

Furia omicida

    Se potessi descrivermi con una frase, una soltanto, questa sarebbe: "Sono un delitto d'impeto". In cui la razionalità... il prefigurarsi di un'azione... sono niente, al confronto di ciò che posso compiere, io, talvolta con le mie stesse mani e in poco tempo, senza neppure rifletterci sopra.


Dentro le parole....

Penso di non aver bisogno di belle parole, per sentirmi un po' su... in quanto, lo so...che rimangono solo "parole", sì, solo quelle... Eppure ogni volta che qualcuno me le dice devo tenermi quel momento... Devo custodirle come qualcosa di fondamentale, qualcosa che ripeterò nella mia mente ogni volta che mi sembrerà di cadere... E mi ripeto che so Chi sono e Chi vorrò essere, ma ancora non so come sono... Sono solo sicura di una cosa, riguardante la mia persona e, penso sia la cosa che più mi rende felice e che più (inconsapevolmente) mi tormenta: mi rialzerò di nuovo... per non restare più a terra... E mi dico... Quante cose mi dico? E ora sembra non avere senso niente, quelle parole dette per convinzione, per tenere duro, per sentirmi meglio, quelle, ripetute per provare a rialzarmi... Tutto sembra aver perso di valore, e mi sento completamente sola. La mente che diviene una sorta di lago chiaro e quieto sul quale sorgeranno qui e là bolle d'aria (i miei pensieri). Una bolla, la domanda: "Da dove viene?" ...e la bolla esplode. Un'altra bolla, la domanda e... anche questa bolla esplode. E così via con i pensieri che sorgeranno dopo. Ma senza neanche una parola di conforto, se non quelle che sputo fuori io, perché tenermi dentro questo, costa troppo dolore... troppo male, troppa tristezza. Forse questo pensiero deriva dalla mia coscienza, o dal mio "Io", o dalla mia memoria, o da un altro pensiero, o da una certa sensazione fisica che continuono a provare... Al pensiero appena sorto, quando ancora non ha invaso completamente il mio schermo mentale, nella sua situazione embrionale, pongo la domanda: "Da dove viene?" ...E così il pensiero stesso cade, facendo ritornare la mia consapevolezza al suo centro. L'animo mio si lacera, le viscere si strizzano e gli occhi bruciano... ma non piangono, rimangono immobili come il mio corpo e mi chiedo come sia possibile rimanere così intatti e fermi mentre tutto dentro mi sta crollando addosso. Come quando la bufera della mia mente stacca tutto dal suolo... senza lasciare neanche una traccia di quel muro eretto (con il tempo e con la pratica) per proteggermi da fruscii leggeri nello sguardo di pochi che percepiranno... o che nessuno percepirà. Mi chiedo come sia possibile tremare così tanto, avere l'anima che vibra così forte da sembrare quasi qualcosa a parte, che forse prima o poi si staccherà e vagherà da sola... se continua a muoversi così veloce. E mi chiedo pure, se qualcuno riuscirà a placare queste mie paure, questi miei dubbi che non si fermano mai, questa mia anima che non è mai in pace... Chissà se qualcuno riuscirà a tenere ancorati i miei pensieri, se qualcuno riuscirà a farmi sciogliere o... farmi vivere o farmi sentire solo un pochino meglio, un pochino migliore, perché ora sembra che niente ha più senso, neanch'io, neanch'io. Soprattutto io, che resto a sedere nella solita postura. Con gli occhi leggermente aperti, ma mai chiusi... intenta ad accorgermi della nascita di ogni singolo pensiero che (inconsapevolmente) si accavallano gli uni sugli altri, creando stratificazioni di pensieri su pensieri... I miei.

sabato 22 agosto 2015

Pensieri di fine Estate...

    Ci sono. Non mi sono dimenticata di postare i miei pensieri... Ci sono e non ci sono, tuttavia... Sto pensando a come sarà la chiusura di questo anno (ormai non più lontana). E ci saranno ancora mesi fatti di solitudine, per me, ma anche (spero) di qualche piccola soddisfazione, personale. Vado incontro all'ennesima, mia, perplessità... Per questa ragione sono distratta e un po' avvilita... Sto trascorrendo la fine di un'estate che è stata, per certi versi, dolce, ma anche...... molto spericolata. Nella quale, mi sono riposata poco, ma non per via dei pensieri. E qualche volta anche dormito profondamente... in un momento di rilassatezza... tutta meritata. Non lo so. In fondo sono stata anch'io bene. Un po' da sola, ma comunque resistente agli urti... Un po' con qualcuno accanto che sapesse intervenire, ogni qualvolta stavo per cadere, per tendermi una mano. Ma sempre incasinata sino alla punta dei miei capelli... Splendente di essere, come sono: una donna ancora piacente, malgrado l'avanzare dell'età, che ha di nuovo i capelli lunghi... come una ragazzetta... e vive aggrappata ancora alle sue solite paure ancestrali e con una vita che non assomiglia per niente a quella che si era immaginata... Ma va bene lo stesso. Va bene, per il semplice fatto che la vita è la mia, irriducibilmente mia.

lunedì 17 agosto 2015

    Che fatica sognare con i piedi per terra... Che fatica uscire da un sogno per rientrare nella realtà. A volte nei sogni mi ci posso perdere. Come sopra ad un treno: sono lì, seduta e subito il finestrino si trasforma in una specie di altro mondo. Penso, sogno, rimpiango, sorrido, immagino e... immagino ancora. Ed è la grandissima qualità di Chi riesce a sognare ad occhi aperti, ovunque si trovi. Allo stesso tempo è, però, la condanna di Chi sogna abbandonando completamente la propria realtà. O di Chi cade... e si fa male (e parecchio). E penso... che occorre avere una certa capacità per non rimanere incastrata in detti sogni, perché mica tutti possono stare tre metri sopra il cielo... Ma magari a cinque centimetri da terra. Un saltino ogni tanto?

    Un po' di Tiziano Ferro... Già... Circondato da scritte, testo e disegni, mentre canta con abiti diversi, occhiali da sole... (Ma di che marca sono?) E il costante meraviglioso... suo sorriso che lo contraddistingue. Stavolta sarò io a guardarlo...

giovedì 23 luglio 2015

Fidarmi di altri uomini?? Sembrerebbe una sfida impari tra me e loro che mi circondano...

    Non mi sono mai avvicinata così tanto a qualcuno... Che adesso provo quasi esitazione per quello che potrebbe succedere. Cosa accadrà, se gli permetto di entrare nella mia vita? Se ne approfitterà, come hanno fatto, di solito, chiunque, o farebbe attenzione a non stravolgere nulla... cercando di farne parte, senza pretese stupide? Lo so. E lo sento che mi seguirebbe, dappertutto... Ma non in silenzio, anzi... cercando di cambiare quel piccolo e malsano equilibrio che negli an...ni sono riuscita a costruire, con l'ausilio della mia stessa volontà. E senza effetto di creare delle pretese su di me... Forse, senza neppure farsi troppi problemi, ma è possibile che se li faccia, invece, perché quando la si vuole, una persona, la si vuole... e basta. Vorrei che rimanesse, per sempre, quello che ho conosciuto... in così breve tempo e per il quale sto provando qualcosa di forte, anche se talvolta..."[...] sparisco tutta la sera!" (Cit.). E non lo credo possibile che possa cambiare, a lungo andare... diventando forse uno sconosciuto con sentimenti diversi per me? Magari, se ci fossimo conosciuti in tempi diversi... Magari -penso, io- avrei premuto fino allo spasmo, per far si che i miei genitori lo conoscessero. O avrebbe rispettato i miei lunghi, lunghissimi tempi, accettando le mie insicurezze e la mia timidezza di fronte a un mondo nuovo che per tanto, troppo tempo, avevo cercato di tenere lontano? Può essere che ora, abbia solo paura di permettergli di entrare nella mia vita. Mentre, da un lato avrei voglia che lo facesse, così che non se ne possa andare via... mai più. Dall'altro, però ho timore, che donandogli questa opportunità, io potrei pentirmene... nuovamente. La sognatrice dentro di me, che ero, sta quasi soccombendo... Al suo posto una persona totalmente diversa, realista e disillusa, sta facendo il suo ingresso. Fidarmi di altri uomini?? Sembrerebbe una sfida impari tra me e loro che mi circondano...
    (Dedicato... ♥)

There is always hope...

Un po' mi consola... un po' mi fa arrabbiare. Scoprire di non essere poi così diversa da tutti gli altri. Un po' mi consola, perché allora non sono la sola, un po' mi fa arrabbiare, perché non sono poi così speciale, mentre esserlo era tutto quello a cui ambivo... (Almeno sino a poche settimane fa...). Esserlo per qualcuno (intendo) o almeno in qualcosa. Puntavo tutto sull'acconciatura dei miei capelli e sul mio modo sempre accurato di presentarmi di persona, perché, pensavo: "se non posso essere la più bella, devo almeno essere Unica". Ma è impossibile. Anche questo, con il tempo l'ho capito. Per quanto io possa essere assorta silenziosamente in pensieri, per lo più seri o preoccupanti o per quanto io mi sforzi di essere normale in un mondo di assurdità… "Essere Unica" non mi è concesso, no… E allora forse mi tocca accettare che alcune cose sono uguali per tutti: e, quindi, anche per me... Come la mia paura di non sentire più niente, perché più spaventoso del buio c'è forse il vuoto e mi torturo la pelle e le unghie in attesa che succeda qualcosa, ma la maggior parte delle volte non succede un bel niente. Altre volte invece sì... qualche volta succedono cose spettacolari. Succedono a Me, seppur raramente. Raramente, certo... ma accadono e quando accadono si cancellano all'improvviso tutti gli anni passati ad aspettare e le lacrime versate pensando che niente avrebbe più accarezzato la mia curiosità e i miei occhi. Fa un po' male... ma forse anche un po' bene riuscire ad accettare che ogni tanto io mi senta felice per qualcosa di veramente sciocco...Che io sia stata felice una volta o due senza nemmeno accorgermene e che ogni tanto io mi senta impotente di fronte a ostacoli che mi sembrano insormontabili... ma in realtà non lo sono. Fa un po' male e un po' bene allo stesso tempo convincermi del fatto che io abbia due o tre cose da parte che dovrei esprimere (in qualche modo) e che invece non esprimerò mai più... Che io abbia due o tre persone che vorrei abbracciare più spesso e costantemente poi la rabbia e la realtà hanno la meglio e regnano (sovrani) sui miei sentimenti. Fa un po' male, ma è giusto ricordare sempre, a me stessa, in primis... che ho qualcosa o qualcuno a cui aggrapparmi e che certe notti sono difficili in ogni casa e in ogni albergo di questa grande, ma piccola città di provincia, in cui abito... Per questo, ho necessità di scorte d'amore, di libri... di penne per scrivere e la pasta (per il sugo al pomodoro...) riposta in credenza. Fa un po' bene, però, ricordare che ogni fine corrisponde ad un inizio. Che i miei amori finiscono (quasi) tutti per ricominciare, perché l'amore non sa smettere di esistere. C'è, ed anch'io, prima o poi, imparerò che è così raro incontrarlo e... che è buona norma esserne grati. Crescendo, ho imparato a piangere di meno... Ma senza cercare di stare leggera con i pensieri... Quello no. Non m'appartiene. Quasi ogni mattina mi sveglio, senza sapere neppure se arriverò in fondo alla giornata con tutti i pezzi a posto... con tutte le persone, a cui voglio bene, accanto, con tutti i ricordi intatti e forse è vero: non posso essere "Unica", ma credo di avere il dovere di essere gentile, con quella parte di me, che magari non è speciale...Sicuro. Ma l'illusione momentanea di esserlo non mi dovrebbe essere negata, né per sbaglio o per fortuna.

mercoledì 22 luglio 2015

L'aspetto più importante...

    L'aspetto più importante, in questa mia esistenza travagliata, è la scrittura che continuamente mi salva, giorno dopo giorno… notte, dopo notte, senza luce del giorno. Quando la tristezza cerca di possedermi il tempo necessario e fuggire altrove, allorquando non servo più… Non so se sarò mai capace di regalare "Emozioni" a qualcuno, ma io non smetto… non smetto, fosse l'ultima cosa che faccio. Scrivere è la mia passione. E' la mia sacca di libertà. E' l'unico momento in cui m...i sento veramente libera. Quando scrivo non mi faccio nessun tipo di scrupolo: non penso mai se posso o non posso dire una cosa che voglio dire. Ed è l'unico caso in cui mi comporto così. Mi diverto scrivendo, ma "divertirsi" è un concetto che non dà del tutto l'idea. L'atto di scrivere mi appassiona. Coinvolge tutto il mio intelletto, le mie emozioni e comprende tutto quello che so del mondo e di come funziona l'essere umano. Qui sopra, su questa piattaforma, amo scrivere… Non è mica come nella realtà, dove se parlo ad un uomo di scrittura… questi, mi guarda, quasi schifato, rispondendomi di rimando: "No, non mi piace scrivere. Odio perdere tempo in 'ste cose". E magari invece sto diventando una blogger o web writer (senza rendermene conto) che scrive e legge ogni giorno. A volte può sembrare una benedizione essere così, sapere con tanta certezza quello che voglio fare. Ma spesso è una sofferenza, perché sapere ciò che si vuole non è lo stesso che sapere come fare… ad ottenerlo. Come ho già potuto affermare in molte occasioni, scrivo perché non ci sono molte altre cose che sappia fare. E lo preferisco, sebbene possa sentirmi… talune volte confusa, forse… Arrabbiata, di sicuro. Per colpa di quell’essere masochista che porto dentro di me. O solamente... innamorata. E in questa congiuntura, quello che faccio sovente è scrivere. E al tempo stesso mi ritrovo a pensare: "Ma guarda quanto potere abbiamo noi donne, se riusciamo persino a far entrare nelle vene di un uomo innamorato di noi... l'amore per la scrittura".

sabato 18 luglio 2015

Vorrei farmi amare....(come tutti)

    Vorrei farmi amare di un amore ordinato... Che mi sveglia ogni mattina con un bacio. Eppoi di corsa immersi, reciprocamente, nella quotidianità delle nostre azioni... Una telefonata all'ora di pranzo. Il solito imprevisto che tarda a "buttare la pasta" come d'abitudine... La certezza che, tornando a casa, la sera, lo ritroverei insonnolito sulla sedia a dondolo, di fronte alla libreria, benché (questa volta) non abbia fatto neppure troppo tardi. Vorrei farmi amare di un amore... coraggioso, per cui ogni desiderio diventa, presto o tardi, un "Progetto" e non esiste ombra (che regga...) del timore di non farcela... di non essere adatti al futuro, che sarà... Vorrei farmi amare di un amore normale. E qui lo scrivo con tutta la mia irrequietezza tra le mani e tra la punta dei miei capelli... Di un amore che non si vergogna di essere simile (se non addirittura: uguale) a mille altri... amori. Che non deve per forza essere diverso per lasciare un segno, indelebile, dentro me stessa... E vorrei, in fine, meno lotte... nel letto di notte. Vorrei essere sfiorata più spesso e non frequentemente stravolta. Vorrei essere osservata per quella che non sono, ma che mi piacerebbe essere: raffinata, tenace, luminosa, solare... facile da tenersi accanto. Vorrei farmi amare di quell'amore che... mi fa sentire di potermi fermare, a prendere fiato... (e non sempre di quell'altro amore, quello che mi fa venire voglia di scappare... sparire, oppure semplicemente solo voglia di allontanarmi). "Fermarmi", quindi, per un amore che sappia tacere e cantare... che sappia fare più bene che male... Di un amore che, prima o poi, finirà come tutti gli amori, ma non potrei comunque fare a meno della sua complicità e di quella carezza della sera, che più avanti vorrebbe farmi da abbraccio. Vorrei essere fatta per un amore così: delicato e limpido. E che sappia farmi percepire emozioni vere... Piuttosto che quelle con le rughe, che mi afferrano e mi sorprendono da rubarmi il respiro... da soffocare le parole... da sentire il fremito e il pulsare del sangue che ribolle ad ogni piccola carezza... Ma come può il sole, alto in cielo, illuminare il fondale di un mare torbido e sudicio? Vorrei, ma... Frattanto penso. Vale anche cambiando in maschile? Vale anche quando un uomo ama di un amore così e... non se ne accorge, facilmente? Vale anche quando sono sufficienti tre settimane dopo tre anni in cui bastava un suo sorriso per cambiare la vita? Vale anche quando, alla fine, egli si sente rispondere che è un generoso ipocrita? Che stravolge qualsiasi parola pronunciata, dopo che si è lamentato delle parole non dette (ma che erano state dette, eccome...). Ed è vero, come può il sole, alto in cielo, illuminare il fondale di un mare torbido e sudicio?

giovedì 16 luglio 2015

Lui non l'ha detto ad alta voce...

      Ed è andata proprio così... Lui non l'ha detto ad alta voce, perché sapeva che a dirle, le cose belle - a me- poi c'è il rischio che non succedano. Fugace, quasi oltre il tempo decente. "E non ci vuol molto... a fargli passare la fantasia di dirmi le cose... Qualsiasi cosa, lui, mi dice.... devo sempre dire: No...". (Cit.) Non lo nego. L'errore l'ho anche commesso. Ed ora la mente ha concepito l'unica verità, senza eccezioni. Ora sono triste. Sta lì, in questo. Andare oltre s...arebbe sciocco e lontano dalla verità. Si tratta di tristezza, ecco tutto. Pur sapendo che, la genesi e la conseguenza risiedono, entrambe, in me, perché è così difficile dichiarare la tristezza? Sono triste. Mi sento sola. Sono arrabbiata. Sono felice. L’espressione dei sentimenti più veri e semplici, quelli che compongono ciò che sono: nel mio segno premonitore, sono proprio questi due corpi sottili, speciali, che concernano il rapporto emotivo con me stessa e con gli altri. E benché "mi senta triste" voglio lo stessa vivere le emozioni, tenendole in movimento. Con l'accezione che, se ho paura è lecito e buono, per me, ammettere di avere paura. Se sono triste ammetto di essere triste. Ecco. Ora sono triste. Ma, per spingermi ancora più in là (Io che mi proietto sempre troppo in là... con i pensieri), per non identificarmi eccessivamente con la tristezza, posso trasformare la frase: "Ora ho la tristezza". Usando il verbo "avere", anziché il verbo "essere"... Di conseguenza, adesso ho un sentimento e non sono quel sentimento. Così è più facile viverlo e poi lasciarlo andare.

       (F.to Ombretta Mora)


mercoledì 8 luglio 2015

Tutto passa finché "Tutto" funziona al meglio.

    I dolori li assorbo... le ferite si cicatrizzano. Tutto passa finché "Tutto" funziona al meglio. Qualche volta, però, va peggio: il dolore, con mio compiacimento, mi si attacca addosso come un parassita e prolifera... prolifera . In origine con certi insettini ci gioco... poi prendono il sopravvento. Sono diventati troppi. Cosa fanno? Mi mordono? E me ne sono accorta tardi, oramai mi stanno divorando da capo a piedi come gli alieni di un video gioco... Il game over è prossimo... Vedo brandelli della mia immagine sul display. Non c'è click che tenga... E' proprio "game over"... Non mi resta che resettare e ripartire da zero. Magari domani o tra un anno.
    P.S. Tutto passa? Almeno cosi pensavo... E se poi invece non passa? Ma no che passa, tutto passa. Dipende, però, come. Se mi passa, mi sorpassa o mi trapassa... (Cit.)
    giù.

giovedì 18 giugno 2015

Parsifal dei Pooh


    I Pooh vecchia maniera... Secondo la mia opinione, il miglior periodo fino a tutto il 1976, in cui non incidevano solo canzoni di facile presa, ma anche pezzi tipo questa "Parsifal" o "Il Tempo, una Donna, la Città", ove il testo, volutamente criptico e poco logico, descrive con maestria le note di un sogno... Per non dimenticare, poi, FANTASTIC FLY e l'oscuro pendolo agganciato al soffitto che incomincia ad oscillare, scandendo le colpe commesse da antenati lontani, in uno sceneggiato televisivo, trasmesso alla TV proprio alla fine degli anni '70.

mercoledì 17 giugno 2015

Io: da bambina....

    Da bambina chiesi a mio padre: "Ma come mai le stelle quando cadono poi non arrivano mai sulla terra?" E, ricordo che mi rispose... una cosa tanto ingarbugliata, quanto fantasiosa che suonava più o meno così: "Perché quei puntini luminosi sono troppo belli da guardare e sono timidi, così si vanno a nascondere in un luogo segreto. Un giorno però li troveremo, ci sdraieremo su di loro e guarderemo (finalmente) il mondo per intero". Ma... dopo poco, qualcosa non mi convinse... e... gli risposi: "Ah! pensavo fossero fatte di energia e che ad un certo punto si stancassero... di luccicare".
    Mio padre. Si ammutolì, senza più tentare un accenno di risposta, né uno sguardo più lungo di un incrocio. Ed è probabile che pensò... che non si può più essere romantici neppure con i bambini di sei anni. Ma l'infanzia mi ha fatto perdere l'incanto... Insieme alla magia, all'inspiegabile, alla favola... Che il romanticismo sia possibile quando si ignora o per Chi ignora?

NON chiedo aiuto. Si sa....

    Solo in questo modo sono maturata… con l'intima convinzione di non aver bisogno di nessuno. Non solo un pensiero razionale, ma l'inconscio convincimento che mi spinge, da sempre, a non voler mai chiedere aiuto... a non sentirne il bisogno. Unitamente all'orgoglioso archetipo di riuscire sempre a farcela con le mie stesse gambe... E ce l'ho sempre fatta da sola. Non ho mai chiesto aiuto neppure nel più burrascoso dei temporali, che si abbatte, sovente, su di me -come un masso ...trascinato nella caduta- ho corso fino al riparo più vicino e poi... ho corso ancora. Stanca... ma sola, forte e tenace. Questo mio atteggiamento, mi trascina, azione dopo azione, sulle montagne russe del desiderio spasmodico, dell’ansia di essere amata quando: so di amare… Ovvero, quando sento il suo arrivo, connesso da tutto il suo enorme amore, che è capace pure di insegnarmi la bellezza di condividere il male, la meraviglia di un pianto, quando so di avere qualcuno che mi sostiene la testa, traboccante di pensieri... l'enormità di aprirmi... e fidarmi sul serio, la gigantesca forza che dimostro nell'essere fragile, di tanto in tanto. All'opposto della medaglia, la voglia ancestrale di prestare attenzione ad altri… non mi è mai pesato. Anzi... lo trovavo qualcosa di spontaneo, normale, facile persino, appagante. Chiedere aiuto no. Mi costava e, mi costa tanto. Finché mi sono guardata "dentro"… e tutto questo amore, che neanche ho saputo inizialmente accettare, troppo, mi ha chiarito che, no... non sono fatta per ricevere tanto… Il pensiero mi fa sentire quasi in debito. Poiché al mondo c'è una miriade di persone che sono incapaci a dare... e poi ci sono quelli come me, che sanno dare, ma non sanno ricevere. Non ne sono proprio abituati.

Io... alla domanda: "Come stai"?

    Momenti improvvisi, automatici, ripetuti o stereotipati. I cosiddetti: "Stati d'animo" 




        Io... alla domanda: "Come stai"? Mi arrabbio. L'energia del mio corpo aumenta e si accentua... ed è più forte di me. In special modo, se a pormi questa domanda "bastarda", sono persone... a me parecchio vicine. E.. Come sto? Non si nota qualcosa di insolito in me? Occorre proprio "esprimerlo", a parole... Come sto? Nessuno è in grado di rendersene conto, da solo, di come mi sento io? Depressa. Impaurita. Stressata. Esaurita. Con... i nervi a fior di pelle... e le emozioni che... escono come fiumi in piena, attraverso i miei occhi. Lacrime. Improvvise... calde, disperate. Come è mai possibile chiedermi, come sto? E, non riuscire, poi, a rendersene conto... da soli? Ho le sensazioni del "The day after tomorrow...", quelle tipiche di una sbornia, stamani... che mi tolgono l'emozione di andare a sbattere, strepitare, vomitare e litigare... per giunta. Ma, questa violenza -apparente nei modi e nei termini- qualcosa a me, sta insegnando... E l'arrendersi è riferito al lasciarmi permeare, pervadere: non ci sono alternative di scampo... Mi arrenderò all'amore che provo... E mi arrendo a quello che ancora oggi, tale amore, mi esprime. Senza cercare di trovare altre strade, perché... Lui è lì (e, forse, mai si è spostato da lì...), lo leggerò, lasciando che mi susciti le sensazioni, che voglio ancora provare... Accoglierò queste sensazioni, prendendole in mano, chiedendo, loro, come si chiamano, e poi finalmente saprò... magari, in che cassetto metterle. Ma adesso sento di aver paura. Conscia che ogni mio desiderio tende a reintegrare una pienezza originaria. Ed è un processo che avviene solo per "contatto", ossia non posso ordinare al mio inconscio: "Adesso voglio accettare, di Lui, particolari cose", anche se... lo devo imparare. Facendomi spugna dagli altri, facendo passare lo stesso esempio dentro di Me... Lasciandomi permeare dalle sensazioni che suscita quel Suo atteggiamento... Oltre alla comprensione di quello che non ho ricevuto e, quindi, potuto imparare. E per quanto io mi sforzi, di... Capire. Volere. Ottenere. A differenza delle cose pratiche, i sentimenti li ho già dentro.

        (Dedicato ♥)


      Eh, è solo l'invenzione posta in un angolino, della (mia) testa!

        E c'è sempre un posticino nella mia testa in cui si annidano i pensieri magici... quelli improbabili. Le speranze silenziose, mai confessate. Di scarto meno importanti quale, non so, che mentre sono assorta a scrivere qualcosa... "solo per me stessa"... Qualcosa che ha urgenza di dare corpo a quelle parole che si affollano e si impongono, così prepotentemente... dando un senso a quello che io vivo e che percepisco da esse, permettendomi di ritrovare il filo perso, aggiungendo... un tassello al puzzle dei miei affetti... Per colmare un vuoto. Per farmi capire. Per non lasciare che il tempo cancelli i miei ricordi…. Anche quando urlano la collera o il dolore. Anche quando rileggendole mi deludono. Anche quando nessuno ha voglia di ascoltarle…o, quando non può più tacere una parte di me... (la più nascosta, parte di me), possa ancorché ricevere da quelle parole espresse qualche minuto di serenità. Eppoi, non so... innamorarmi, o sedermi qui a scrivere (senza potermi, solo, accontentare di "gettare" a casaccio le parole sulla carta. Perché la scrittura è anche tanto esigente. E allora non tollera gli strafalcioni, la fretta, la mancanza di cura…), o interrompere il mio flusso con scarabocchi improbabili, o magari tenermi dentro la contentezza e riversarla nelle parole di un blog ormai famoso... è solo un angolino... Eh, della testa!

      domenica 31 maggio 2015

      Odorarsi è riconoscersi, appartenersi, non perdersi tra la folla. Altrimenti: cos'altro?

      Che cos'è questa obliquità che, di continuo, sento? Che m'impone a stare immobile, mentre i miei sentimenti vengono ricoperti da un'insostenibile coltre d'indifferenza e superficialità. E deve avere a che fare con l'insolito piacere che provo nell'annusare qualcosa di veramente molto sporco, che a chiunque altro (quasi sicuramente) farebbe ribrezzo. Mi piace odorare i calzini, quando sono ancora sudici di sudore... o i capi di biancheria intima, appena levata di dosso, scoprendo, ogni volta, che, nonostante tutto, lì sotto... a quel cattivo odore, qualcosa è ancora intatto ed è ancora pronto a risplendere, come nuovo, dopo una necessaria (se non indispensabile) macchinata di bucato in lavatrice. E appena odoro, il cattivo odore della mia vita… (che ognuno definirebbe spregevolmente: "Puzza", senza batter ciglio), mi sento catapultare in un mondo di ricordi circa la mia infanzia… Quando, ossia, un giorno, da bambina, dissi alla mamma (intenta a rammendare un lenzuolo, liso dall'usura) …che, per me, papà… "puzzava, in modo acre". Ma questa mia "boutade" , che nascondeva un'osservazione (in un certo modo) arguta, in cui la spontaneità e l'immediatezza delle mie parole, l'aveva fatta da padrone, mi aveva segnato e fatto riflettere, senza che me ne accorgessi. In quanto, mia madre si alzò di scatto dalla sedia in cui era seduta e dopo avermi affibbiato un ceffone, mi disse: "Ricordatelo! Perché questa non è puzza. E' l'odore della fatica". Capii che non bisogna disprezzare o insultare chi emana un cattivo odore. A maggior ragione se la persona (a farlo) è Chi mi ha generato... o se di sudore, si tratta, che pur lavandosi, sia una persona che si rompe la schiena a lavorare e va anche maggiormente rispettato... Se di altro genere, invece, può darsi che ci siano problemi igienici, sociali, culturali, psicologici o semplicemente alimentari e costituzionali... E capii che esiste anche l'odore della povertà e quello dell'ignoranza e della ricchezza e dell'arroganza, della malvagità così come quello della felicità ... dell'amore fisico e della santità e tanti altri odori, cattivissimi e non... Ma soprattutto capii (con un colpo inferto al viso) che bisogna imparare a "fiutare" conoscere, comprendere, accettare... per sostituirli tutti con un "profumo" percettivo interiore che non sia ostile alla coscienza propria e altrui.

      giovedì 7 maggio 2015

      Pensieri...

        E se ci rifletto... mi accorgo che non so stare vicino a Chi dipende troppo da me, ma non per questo non amo. Non si tratta di abbandonare, ma di allontanarsi. Forse io sono stata dalla parte di Chi si allontana quando si rendeva conto di essere al centro della vita di un'altra persona, quindi (lo so per certo) non sono obiettiva. Ma, poi, può succedere che non sappia reggere tutti i bisogni di una persona... e probabilmente sono le esperienze vissute a modellare le mie stesse idee... Ma io non credo che essere innamorati significhi ubbidire o assecondare i bisogni dell'altro. L'amore lo associo più alla libertà e all'essere capace di cavarmela da sola e, nonostante questo, aver voglia di fare le cose in due...


      Come cambiare?

      E, a poco, a poco, cambio anch'io... diventando quella che, quando qualcosa inizia, non prova nostalgia per tutti gli altri contesti che, invece, non inizieranno mai.

      (Mmmh... Concetto capzioso, ma comprensibile) Mi sento ispirata.



      martedì 28 aprile 2015

      Esopo... scrittore greco antico

        Esopo, dipinto di Diego Velázquez, conservato nel Museo del Prado di Madrid

        E per chi non lo sapesse, Esopo è stato un grande scrittore di favole, vissuto 500 anni a.C. (200 anni dopo la fondazione di Roma)
        Non voglio scrivere la solita favoletta di Esopo. La bisaccia dei difetti ce l'ho sulla schiena e quella dei pregi invece è sul petto, perciò tendo soltanto a vedere le cose buone di Me e... a pomparle a mille. Poi, se mezza cosa riesce meglio a Me, di un'altra persona, allora divento un'esperta in materia e via! Personalmente temo che un po' più di umiltà non guasterebbe a nessuno: neppure alla sottoscritta. Ma, poi, esiste l'arroganza... che fa improvvisamente calare l'ombra sul paesaggio e annienta i colori tenui, quelli un po' timidi, ma non per questo meno necessari... E mi sento coraggiosa a dare tutta questa importanza ai "Sentimenti", perché (se provassi a raccontarlo in giro) c'è sempre qualcuno, sbrigativo, che prova pena per Me... e che ha già "deciso ogni cosa", anche senza di Me... mentre invece io vorrei spiegarmi, giustificarmi, se occorre? All'infinito... ma non mi escono più le parole. Coloro che fanno qualcosa (e ribadiscono continuamente che loro le cose, o le fanno per bene, o non le fanno, affatto) vorrei che si mettessero in contatto con un soggetto "insicuro" che pensa costantemente di aver sbagliato tutto... (o comunque per qualcosa, qualcosa di sicuro, egli è sempre pronto a rammaricarsi) e allora che dovrebbe fare? Niente? Ebbene coloro rispondano a lui e già che ci sono, che facciano per bene anche altro... E un bel giorno farà di nuovo caldo e quando non me lo aspetto più arriverà una brezza miracolosa che porterà con sé il buon profumo del corpo conturbante di quell'uomo non troppo distante da lei... e a quel punto lì, chi se ne frega? Chi se ne frega, se non sono, Io, la migliore? Svolazzerò un pochino con la mente... e guarderò con gli occhi dell'amore che meraviglia avrà la vastità del Mio giardino, la varietà dei fiori... radice di tutte le radici, germoglio di tutti i germogli e cielo dei cieli di un vivaio chiamato vita, che cresce più rigoglioso di quanto l'anima spera... e la mente nasconde, senza pensare alle molte possibilità di libera scelta che mi restano...ancora e ancora...

        (Dedicato a me stessa, che dopo ogni presa di posizione... ci rifletto ancora ♥)

      venerdì 24 aprile 2015

      LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI (?)

      Per ogni magistrato, amministrare la giustizia non è cosa facile... Non esiste, si può affermare, atto del Giudice (e più ancora del Pubblico Ministero) che possa dirsi indolore. Ogni giudice, quindi, nell'atto stesso in cui si accingesse alla stipula di un qualsiasi provvedimento, non potrebbe non domandarsi, se per caso dal suo contenuto non gliene possa derivare una causa per danni... E sarebbe quindi inevitabile che egli si studiasse, più che di fare un provvedimento giusto, di fare un provvedimento innocuo... Come possa dirsi ancora indipendente un giudice che lavora soprattutto per uscire indenne dalla propria attività, non è facile intendere. "Essere la bocca della Legge" non è come recitare una poesia già scritta... poiché la posta in gioco riguarda spesso la Libertà di una persona, il più prezioso dei doni di cui siamo proprietari. E la "Verità" non pende mai visibilmente da un solo piatto della bilancia... In questo caso sta al giudice raccogliere con lealtà gli elementi che faranno la poesia... Una poesia che, il più possibile, sia comprensibile da ogni lettore... che si accosta ad essa (fosse anche per la prima volta) per cercarne la ratio della sua pubblicazione. In tal modo la verità sarà non solo visibile, leggibile, limpida da ogni contaminazione esterna di vario interesse, ma graviterà a tal punto da motivare e legittimare la privazione di quel dono prezioso di cui il reo confesso deve spogliarsi, per tentare un percorso di rigenerazione interiore, un incontro riservato a quattr'occhi, con se stesso ed il male di cui si è voluto macchiare...

      Ci Voglio credere...anch'io.

        "Il destino è nelle mie mani", penso, a volte, mentre mi avvicino al cellulare con l'intento di scriverti, tanto... sapendo che magari neppure mi leggerai, al momento, ma nel silenzio spero invece il contrario... E potrei rifarmi sulla vita, riprendere a parlarci, come facevamo un tempo, non lontano... tu che "appena accendevi FB andavi subito a vedere, se avevo lasciato qualcosa di mio.....", perché più mi leggevi e più mi conoscevi... ed era come, se mi stessi ad ascoltare... Sei stato il mio insegnante, che aiuta a crescere. Mi hai insegnato l'amore che passa attraverso il sacrificio, anche senza saperlo... Ed ora mi sacrifico e mi convinco di non scriverti, di non pensarti, ma i pensieri... "sono pensieri" e sono come quell'acqua che non si fa contenere e... si insinua, dappertutto. E ci siamo detti parole più grandi di te e me messi assieme... Ma in quel frangente necessitavano... E io ti guardavo immutabile, mentre il tuo sguardo si faceva serio... sicuramente spinto da crucci più profondi. E mentre tu mi amavi un po' di meno, io ti ho amato sempre di più... forse per compensare un vuoto che ora cerco di riempire con altri... che non sei tu. Ma ho capito presto - e a mie spese - che solo Chi manca può riempire il vuoto che ha lasciato... Magari, è solo questione di "Tempo". Io ci Voglio credere.

        (Dedicato ♥)

      mercoledì 22 aprile 2015

      Al mio Amore peloso...

      Oggi ho guardato negli occhi di Ulderico... In quei suoi occhi castani, così sinceri, generosi, altruisti, fiduciosi, profondi... e mi sono chiesta, come posso ancora dubitare che non abbia un’anima? E Ulde è simile (però, solo nell'aspetto) al mio compianto Rupert... E come suo "fratello" di razza, possiede una Bellezza, senza Vanità... Forza, senza Insolenza... Coraggio, senza Ferocia... e tutte le Virtù dell’uomo, senza i suoi peggiori Vizi, ma NON è... NON sarà MAI Rupert... della Belcora... che, durante la sua esistenza ha riempito di domande la mia stessa esistenza, ma quando se n'è andato, quella mattina di Autunno, sul freddo tavolo da visita del veterinario... ha portato con sé tutte le risposte... Ed io, continuerò a ricordarlo sempre... senza piangerlo a lungo, in quanto i cani non hanno paura della morte come noi esseri umani. Loro l'accettano come parte della vita, non come qualcosa di estraneo e di terribile che distrugge la vita. Chissà... dove la morte lo avrà portato! Mi farebbe piacere credere, che esista un Paradiso dove un cagnone rimane sempre giovane e ben conservato, dove può bighellonare tutto il giorno con una folla di ninfe affettuose, splendide, dove i conigli che fuggono veloci, ma non troppo (come le ninfe) sono come le sabbie del deserto... E dove ogni ora è buona per mangiare, dove nelle lunghe serate vi sono milioni di caminetti con ciocchi sempre ardenti, e dove può raggomitolarsi e sbirciare le fiamme, e ammiccare e sognare, ricordando il bel tempo andato, passato sulla terra. E l'affetto mio e dei suoi amici più cari... e di quando si presentava alla gente (ancor giovane) così ben educato e compito o distinto e di bella presenza... Eppure, scrivendo, ho l'impressione che sia... "aspirare a troppo", persino per un Dalmata come, lo è stato, Rupert... Ma la pace, almeno, è sicura. Pace e lungo riposo per un vecchio stanco cuore, per la testa e per le membra, ed il sonno eterno nella terra che ha amato tanto. Forse, dopo tutto, questa soluzione conclusiva, sarebbe stata la migliore... anziché acconsentire affinché lo cremassero, a favore di una statica legge. Ma io riconosco che i cani sono più saggi dei loro Padroni, in quanto non danno grande importanza alle cose. Non perdono il loro tempo ad accumulare proprietà. Non perdono il sonno preoccupandosi di come fare per conservare gli oggetti che possiedono. Nientemeno per quanto concerne la loro materia! Le uniche cose di valore che possono trasmettere (in vita) sono: il loro affetto e la loro fedeltà. E per tutti questi motivi (e per molti altri ancora)... Io continuerò a scrivere di lui... perché, per quanto profondo possa essere il suo sonno, so che le sue orecchie sentono, ancora... e la forza della morte, per quanto grande possa essere, non può impedirgli di agitare con gratitudine la coda...

      (Dedicato ♥)

      sabato 18 aprile 2015

      Dimmi i Tuoi pensieri... cara...

      E allora penso... "Come si fa a capire se è amore? Quando va tutto male, ma male... male, male da morire... e non si sopporta più l’altro (che non è più perfetto come l'uomo di Platone, in origine, prima che venisse diviso, dalla gelosia di Zeus, rendendolo come una mela tagliata a metà...) e, così, noi donne, lo vorremmo picchiare... lo vorremmo far sparire, dalla nostra vista... anche per più di un momento... lo vorremmo cambiare, con un altro migliore di questo... lo vorre...mmo mandare via, via, più lontano possibile (anche dai nostri figli), però, poi... non lo facciamo. E quando, per una volta, ce ne freghiamo di avere sempre ragione... e pensiamo alla nostra storia d'amore... che vorremmo fosse "Unica"... "Intoccabile"... Allora è solo in quel momento che...ci rimbocchiamo le maniche e cerchiamo di sistemare tutti quei fatti storti che non vanno più per il verso giusto... E può darsi che questo sia "Vero" Amore: finire nello schifo insieme e uscirne insieme, sempre e comunque... in due. Ma nessuno è immune alle crisi... alla scarsa sopportazione... alla noia, ai dubbi... ai problemi quotidiani... Nessuno. Solo alcuni ce la fanno. Dunque, come si fa a capire se è amore che resiste, fino alla fine? Paragonandolo ad una sfida"

      giovedì 16 aprile 2015

      Come ti senti, oggi?

        E la ruota continua a girare...
        Tu non ti aspetti niente da me, ma similmente mi aspetti. (Mi sento positiva)

      Una questione egocentrica...

        Alice: "Per quanto tempo è per sempre?"
        Bianconiglio: "A volte, solo un secondo" (Cit.)


        Ed ecco che nel mondo onirico di Alice si svelano tante realtà, paradossali, folli o contrarie al nostro sentire comune... come, ad esempio, festeggiare un... "non compleanno" tutti i Santi giorni dell'anno. Tanto che nella questione del tempo (qui sollevata dalla sopracitata citazione) mi piace molto pensare che gli orologi, benché siano puntuali e mai in ritardo... spronati dalla smania ...umana di controllare ciò che facciamo e che gli altri fanno, ossessionati esattamente come il Bianconiglio, non servano a nulla... In quanto il tempo della gioia e del dolore non viene mai misurato da nessun orologio, nessuno di essi ha questo potere. Un minuto può sembrare lungo un'ora quando si è molto felici, così come quando si è molto tristi. In questo modo, anch'io avrò modo di pensare a un giorno... una serata, un'ora... come fossero eterne, come fossero durate una vita... Ma ciò capita quando mi sento molto felice. E non mi rendo conto di quanto breve sia stata, la mia felicità di un momento... E la voglio prolungare all'infinito. Visto che, in me, è tanto rara, quanto preziosa... Quando invece mi sento molto triste... Allora in quel caso, faccio l'esatto opposto e... pur di non accorciare il tempo della malinconia... Io lo provo ad allungare, pur sapendo di soffrire. Non so il motivo del mio egocentrico comportamento, ma penserei, filosoficamente che sono proprio viva (dentro), se riesco a provare sentimenti simili. E mi rendo conto di esistere davvero in Eterno (questa volta), solo quando provo una gioia o un dolore immensi... Vissuti come istanti di Eternità appartenenti alla mia stessa vita.

      lunedì 13 aprile 2015

      Pensieri... Pensieri... Pensieri...

        Poi qualcosa capisco anch'io... perché non sono del tutto "ottusa". E capisco che l'amore è complicato, o forse lo sono io. Correntemente sento l'avvicinarsi di un sentimento, strano, dentro di me (nelle viscere del mio stomaco, per esempio, io vedo buchi vuoti. Spazi senza emozioni... senza sentimento, talvolta anche senza senso...) e più lo percepisco, meno so gestirlo, non riuscendo bene a incanalarlo. Stando immobile come un masso e davanti a me. Attendo ancora, forse per... sbaglio, che il mio animo, così prorompente, inarrestabile, colmo di linfa vitale, ma talvolta pure eccessivo, distruttivo, per certi versi inquietante... si attivi a trovare il suo spazio per liberarsi, riscaldandosi al sole. E non è come quando scrivo, che le parole le pondero tutte, in fila, senza neanche volerlo, mettendole in un ordine anche "strano", ma ci stanno bene e, alla fine, riesco ad esprimere il mio concetto, pensato… scrivendo il mio pensiero, anche se poi mi attardo a rileggere… rileggere spesso, prima di decidere di aver scritto bene. Ma se c'è l'Emozione, di mezzo... Non so frenare il controllo delle parole, quando la mia mente scoppia per un qualsiasi sentimento rancoroso… E accade l'esatto opposto di quando le uso per imprimerle su carta: scoppiano dentro, non so bene dove, non seguono strade, non rispettano regole… Le rigetto fuori nel bene e nel male, completamente sbagliate… Delle volte, invece, restano intrappolate qui dentro, in fondo, da qualche parte, nelle pieghe di qualche mia ruga… ancora non salita in superficie. E vorrei urlarle, ma ne arrivano altre, che non c'entrano molto con ciò che sto sentendo, ma escono e non c'è il reset (o più semplicemente, un azzeratore del contachilometri, una sconosciuta tabula rasa). Escono, così… e ormai è andata, le ho pensate e dette, per giunta, senza conoscerne il motivo… Altre volte vorrei urlare solo che ho paura… e invece mi escono dalla bocca espressioni troppo colorite, accompagnate da un… "Non ne posso più". Tante volte avrei voluto urlare… "Non mandarmi via", mentre pronunciavo un... "lasciami in pace". Ma non mi è difficile comprendere la mia incapacità di gestire dette Emozioni, quando si tratta di esprimerle a voce, a seguito di un litigio… Mi esplodono da dentro con chi più amo, con chi più mi sento amata e puntualmente, rovino tutto...

      sabato 11 aprile 2015

      Pane amore e gelosia...La Bersagliera e il suo Maresciallo...

        Lo so... Sono gelosa. Ed Io odio essere gelosa: la gelosia che sentimento è? Come se una persona mi potesse appartenere, alla fine. La gelosia mi appiattisce... mi schiaccia. Non riesco a pensare ad altro, quando sono gelosa, se non a tutte le ragazze e a tutte le donne del mondo (incluso quello virtuale). Mi sembrano tutte bellissime. Tutte interessanti, EssenzialMente... Tutte possibili amanti... Ognuna da scoprire. Ho paura di tutte le donne del mondo e nel frattempo sto diventando sempre più frastornata nella Mente, stanca a forza di pensare che sono "debole" questa notte. La gelosia spesso è mancanza di fiducia, ma nel mio caso la gelosia può essere tante cose... Non si è gelosi solo della persona amata, si è gelosi di tutto quello che appartiene solo a noi, fosse pure una penna che è mia solo mia... tutta mia, se me la toccano mi sento come un vulcano pronto ad esplodere... a maggior ragione la persona amata.

      giovedì 9 aprile 2015

      Donne... o oche?

        E mi piacerebbe non mostrarmi a nessuno... "insicura come sono", perché molti si insinuerebbero negli spazi che non occupo più a causa della mia innata paura di disturbare... fingendo (comunque solo in apparenza) di volermi tanto bene. Ma se un giorno dovessi decidere di contare qualcosa di più... nonché di avere un po' di coraggio. Nessuno, delle persone che mi frequentano, non me lo perdonerebbe, fino a massacrarmi. Eppure so che a noi donne, sin da quando siamo piccole, vi...ene ripetuta la litania che... "essere se stessi paga". Ma io, a priori, percepisco già che: non sempre, non fino in fondo... è così come sembra. Ed è per questa motivazione tacita che... non lascio che qualcuno si culli nelle mie debolezze una volta che decido di scoprirle, presa da un intimo momento di sconforto, pur sempre improvviso... Poiché se un giorno dovesse riscoprirmi "Forte"... quel qualcuno inizierà ad odiarmi... E mi sa che Io, invece, ho soltanto bisogno di ricevere, da Lui, Amore. Tutto qui.

      martedì 7 aprile 2015

      Il Cervello del Cuore...

        Come quando avevo, quattro o cinque anni... adesso non ricordo con precisione. E possedevo un Cuore che mi diceva tutto quello di cui avevo bisogno di sapere, credendoci. Non come ora, che ho sempre una voce nella mia testa che mi suggerisce di... "agire" e, un attimo dopo, la stessa voce che... mi rimprovera per non aver fatto, prima, quella scelta, deridendomi. Ed è normale che senta di continuo un conflitto tra quello che Voglio fare (il mio Cuore) e quello che penso sia pratico "fare" o "non fare" (Il mio Cervello), finendo per vivere, parte della mia vita in un cubicolo (non padronale, s'intende) per i "benefici" ricevuti, di tanto in tanto... E talvolta, non lo nego, rimango amica di persone che: "Mi piacciono", per modo di dire... O faccio e dico cose, non ponderate bene con attenzione... Magari solo per adattarmi e far sembrare che stia andando tutto bene, in quel dato momento... contro quello che sto sentendo e percepisco... che è giusto nel mio Cuore. Dimodoché, io mi domando: "Ma Chi è che sbaglia, qui? E' il mio cuore, perché i miei sentimenti sono solo sciocchi e frivoli? O forse è la mia mente (il mio Cervello, appunto...) ad essere, la sola, responsabile?"

      sabato 4 aprile 2015

      E sono già solo...

        In questi giorni non scrivo, è una regola.
        L'altra regola è: ascoltare canzoni d'amore in cuffia pensando che siano Tutte (nessuna esclusa) dedicate a me...

      giovedì 2 aprile 2015

      Che succede?

      A rimettere tutto quanto a posto... mi sto accorgendo di aver scritto davvero un'alta marea di pensieri... Magari persino, tutti, non così necessari... ma esistono, continuano a esistere nonostante me, nonostante io a volte non li regga più... nonostante i miei cambiamenti di rotta, nonostante tutto quello che ho perso e tutto quello che ho ritrovato, in questo ultimo periodo... Ne ho scritte tante, davvero, davvero... davvero, tante. Magari troppe. Sebbene non saranno mai "Troppe"... In quanto non c'è niente che sia futile e necessario allo stesso tempo come la scrittura. E le cose "futili", a mio avviso, a volte fanno bene all'anima... Perciò, no, no, troppe no. I giorni per leggerle li avrò: ce li avremo. (Lo spero...) L'umore cambierá, servirá l'Ombra di ieri, e saprò, in primis, dove trovarla. (Come "gancio in un futuro prossimo", ma senza buchi neri.)


      mercoledì 1 aprile 2015

      Cerco qualcuno che non devo salvare...

      Non cerco nulla di stantio, cerco qualcuno che mi sappia guardare, non con i soliti occhi della passione... (perché non è a quella che oggi miro...) e che mi dica che non sono perfetta (perché, ogni tanto ci sta una vocina che mi ricordi che non sono più giovane, da un certo periodo di tempo...), ma che vado bene lo stesso... Qualcuno che quando mi guardi mi dia la possibilità di specchiarmi nei suoi occhi e vedere l'immagine di me, migliore...